Dal giornale

Il «nuovo inizio» di tre donne speciali

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Anna Torretta, prima e per ora unica donna guida alpina della Società di Courmayeur, è un concentrato di idee ed energia. Soprattutto non si arrende mai, anche quando la situazione oggettiva non è delle più rosee. Per il suo ultimo libro, scritto a 6 mani con Eleonora Delnevo e Dorota Bankowska, non a caso ha scelto il titolo «Whiteout», la situazione in cui in montagna ci si trova immersi in un‘atmosfera lattiginosa, nel bianco della neve e della nebbia, senza alcun punto di riferimento. Una situazione di spaesamento in cui occorre avere nervi saldi e mente lucida per sapere come reagire nel modo giusto per salvarsi la vita, alla ricerca di una via d’uscita tra razionalità e inventiva. Che il sottotitolo del volume edito da Hoepli (146 pagine, 19 euro) spiega: «Coraggio, audacia, speranza – Il mondo attraverso gli occhi di tre donne che hanno visto nella fine un nuovo inizio».

Il libro racconta tre storie molto differenti tra di loro. Anna Torretta (foto) da anni porta avanti la sua battaglia per far sì che le donne trovino un loro posto nel mondo ancora strettamente maschile delle guide alpine, dove sono solo il 2 per cento. Ripetuti interventi a un ginocchio per la rottura del legamento crociato anteriore e la mancata promozione (per un soffio, uno 0,1 di punteggio mancante) a istruttrice delle guide alpine sono il suo punto per ripartire. Ben più dura la situazione di Eleonora Delnevo: classe 1980, seconda donna a essere ammessa nel prestigioso circolo dei Ragni di Lecco, nel 2015 è vittima di un incidente su una cascata di ghiaccio. Rimane paralizzata dalla vita in giù, ma non si arrende e torna alla montagna scalando con la sola forza delle braccia sul granito di El Capitan. Dorota Bankowska, polacca, è una palombara (tra le pochissime donne ad avere il brevetto) che lavora sotto le piattaforme petrolifere nelle acque gelide e buie del Mare del Nord. Nei periodi di riposo risiede a Chamonix e si dedica alla montagna e in particolare al Monte Bianco.

Si conoscono proprio a Chamonix, nel 2018, al TEDx, un incontro promosso dal TED, l’organizzazione no profit che da 30 anni ha come obiettivo la divulgazione di idee di valore e ha invitato ai suoi incontri annuali tra gli altri Bill Gates e Jane Goodall. Dal 2017 organizza eventi a Chamonix per dare spazio e visibilità a progetti di vario genere legati a montagna ed esplorazione. Dalla conoscenza e dalla mente fertile e mai a riposo di Anna Torretta nasce il progetto dell’ice-sliding, l’arrampicata su ghiaccio con le piccozze… ma in orizzontale. A complicare il quadro e le difficoltà pensano e provano ad arrampicare in orizzontale, ma immerse nella acque di laghi gelati, piantando le piccozze sulla superficie sommersa del ghiaccio. Ne scaturisce il racconto delle prove, degli allenamenti, delle ricerche personali, delle difficoltà di far capire quanto sia importante trovare nuove strade per sentirsi vive. Come recita la quarta di copertina, il libro è dedicato “a chi ha bisogno di trovare la forza per rialzarsi. A chi non vuole rinunciare. A chi crede nei sogni”. In tempi di Coronavirus e confinamento è una lettura quanto mai stimolante per chi cerca modi e idee per andare avanti e oltre le avversità.