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«La Valle d’Aosta non deve finire sui giornali per mafia» Matteo Salvini invoca le elezioni e lancia Nicoletta Spelgatti

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Matteo Salvini si è presentato nel salone dei congressi dell’Hostellerie du Cheval Blanc, ad Aosta, pochi minuti prima delle 11 di ieri, venerdì 20 dicembre, accolto da «Nessun Dorma» di Giacomo Puccini. Ad attenderlo i consiglieri regionali e comunali della Lega VdA oltre a trecento persone, cartelli in mano pro Lega e con la scritta «Salvini Premier». La sala si è subito infiammata, poiché il leader del Carroccio ha immediatamente toccato il nervo scoperto della Valle d’Aosta, ovvero il terremoto giudiziario Egomnia: «La Valle d’Aosta non merita di finire sui giornali nazionali per mafia» ha esordito, subito accolto da un’ovazione. Matteo Salvini ha anche parlato – come era prevedibile -, della situazione a livello nazionale, a partire dall’avviso di garanzia ricevuto in questi giorni, con una «stoccata» ai magistrati siciliani che hanno emesso il provvedimento: «Stiamo vivendo davvero dei momenti strani. Ci sono arresti in Valle d’Aosta, in Calabria e in Piemonte, e c’è qualcuno che mi vuole arrestare a Milano e non per corruzione, ma per sequestro di persona relativo al mio diniego allo sbarco di 140 persone». Quindi una bordata per Di Maio e Conte che recentemente hanno dichiarato che daranno il loro assenso a mandarlo a processo: «Conte e Di Maio mi fanno pena poiché hanno svenduto la dignità per mandarmi a processo – ha esordito Matteo Salvini accolto da un ovazione – pertanto se dovrò andare in tribunale ci andrò col sorriso e voi sarete tutti con me». Poi rilancia: «Non ho paura affatto, o mi arrestano o andrò avanti facendo quello che ho fatto fino ad ora». La voglia di cambiamento è quella che più gli sta a cuore: «Che Gesù Bambino ci porti a libere elezioni al più presto», lanciando un assist all’ex presidente della Regione Nicoletta Spelgatti, con lui sul palco: «In Valle d’Aosta si può vincere tranquillamente e la futura presidente non può non essere che Nicoletta». E giù applausi. Poi, menzionando chi a Roma, visto il periodo critico cui attraversa la Valle, parla di troppa Autonomia alle Regioni a Statuto Speciale, Matteo Salvini controbatte convinto «L’Autonomia non si tocca», prendendosela con chi in Valle d’Aosta si ritiene autonomista «mentre invece fa accordi con la mafia». Infine, le parole che scaldano maggiormente la platea: «Il 2020 sarà l’anno in cui libereremo l’Italia e la Valle d’Aosta con la Lega finalmente al governo». L’intervento del leader del Carroccio si conclude poi con doni da parte della Lega valdostana e tanti applausi, poi il rito dei selfie, praticamente con tutta la sala che pazientemente si è messa in fila per oltre un’ora.