E’ un fenomeno in costante crescita, almeno in questo periodo. La riscoperta della montagna, partita in sordina come scelta (originale e minoritaria) della seconda casa come luogo per trascorrere il confinamento tra fine febbraio e inizio giugno, è diventata una netta predilezione di queste località per le vacanze estive e, da settembre in poi, un cambio di vita per un gruppo sempre più nutrito di ex villeggianti in cerca di residenza, e ancor più urgentemente di un «banco» per i figli, nel timore che i posti nelle scuole di montagna possano terminare, soprattutto in un anno in cui il distanziamento, anche nelle aule, è un criterio inderogabile.
Complice la possibilità di lavorare da casa offerta dallo smart working, la paura di una seconda ondata di Covid e la situazione delle scuole di città, con cattedre scoperte e orari ridotti, e a rischio chiusura nonostante l’applicazione rigida dei protocolli sanitari, hanno spinto sempre più famiglie a spostarsi dalle grandi città del Nord (in primis, Milano, Torino e Genova) verso la Valle d’Aosta.
In Bassa Valle le zone più interessate da questi flussi sono la Valle di Gressoney, la Val d’Ayas e la Valtournenche, con una netta differenza tra Comuni in cima e all’inizio della vallata: più gettonati i primi, anche per via, probabilmente, delle numerose seconde case.
Nella Valle di Gressoney, «ci sono state nuove iscrizioni presso l’istituzione scolastica Walser Mont Rose B di Pont-Saint-Martin, ma non le 40 paventate: sono circa 15 i nuovi bambini nei plessi di Gressoney- La-Trinité, Gressoney-Saint-Jean e Issime e 5 o 6 sono nella media, in quanto figli di lavoratori stagionali», dichiara Mattia Alliod, sindaco di Saint-Jean, dove le richieste sono per ora comunque solo 2 o 3 in più rispetto all’anno scorso.
A La-Trinité, non appena è stato tolto il blocco delle richieste di residenza, si sono trasferiti 4 nuclei familiari, circa 10 persone (ad oggi sono 310 i residenti), vale a dire «il 30 per cento delle domande ventilate durante il confinamento», commenta il sindaco Alessandro Girod. Che aggiunge: «15 anni fa erano a rischio chiusura le scuole, primaria e infanzia. di La-Trinité e perfino la media di Saint- Jean. Quest’anno sono 6 i nuovi bambini iscritti a La-Trinité». «Alla scuola primaria non vi sono più posti: ha 20 bambini divisi tra 2 pluriclassi – prima e seconda, terza quarta e quinta -, con 2 insegnanti a tempo pieno e una a tempo parziale. Alla scuola dell’infanzia, che ne ha solo 10, c’è ancora posto», aggiunge Lydia Favre, vicesindaco e assessore comunale all’Istruzione. «L’arrivo di bambini da fuori è positivo per il confronto che si crea tra realtà diverse. Nonostante il cambio radicale di ambiente, i nuovi iscritti si sono già completamente integrati».
In Val d’Ayas, se a Brusson ci sono stati trasferimenti, soprattutto da Lombardia e Piemonte, ma in linea col passato, Ayas ha già avuto una decina di richieste, meno di quante si potessero ipotizzare durante i mesi di marzo e aprile, quando in molti avevano chiesto informazioni, al punto che il Comune aveva deciso di bloccare le pratiche di residenza. Il numero di residenti aumenterà, perché alcune domande sono in fase istruttoria e altre potrebbero arrivare. «Accogliamo i nuovi residenti a braccia aperte, con l’auspicio però che sia una reale scelta di vita, non che restino solo 6 mesi, finché permane l’incertezza creata dal Covid» precisa il sindaco di Ayas Alex Brunod. All’Istituzione scolastica Luigi Barone di Verrès, per il corrente anno scolastico, vi sono state 7 domande di trasferimento di alunni provenienti da fuori regione verso le scuole dell’infanzia e primaria della Val d’Ayas (e altri 3 sono in arrivo).
«In linea di massima vi è stato un leggero aumento delle richieste di trasferimento rispetto agli anni passati» fanno sapere dalla segreteria alunni della Luigi Barone. «Alcune richieste di trasferimento sono avvenute in seguito all’emergenza Covid e presentate da famiglie non residenti, che hanno scelto, in seguito al confinamento, di rimanere nelle seconde abitazioni e di iscrivere i figli nelle scuole della Valle».
Notevoli i confronti tra il 2018 e il 2020 forniti dal Comune di Valtournenche dove, da marzo a settembre 2020, hanno registrato 14 iscrizioni anagrafiche provenienti da altri Comuni della Valle (erano 13 nel 2019 e 12 nel 2018), ben 41 da Comuni di altre province (20 nel 2019, 18 nel 2018) e 8 dall’estero (15 nel 2019, 16 nel 2018).
All’Istituzione scolastica Abbé Treves di Saint-Vincent hanno avuto richieste di iscrizione da parte di 2 famiglie: una di Milano con 2 figli (primaria e infanzia di Torgnon) e una di Torino con 2 figli (infanzia di Moron e superiore di I grado di Saint-Vincent).
Ci spostiamo quindi in Alta Valle. «Courmayeur e La Thuile hanno una forte vocazione turistica, per cui spesso vi si trasferiscono lavoratori stagionali iscrivendo i figli a scuola» spiega Mikaela Bois, dirigente scolastica dell’Istituzione scolastica Valdigne Mont Blanc di Morgex, che è frequentata pure da bambini i cui genitori lavorano a Chamonix. «Di fatto, indirettamente a causa dell’emergenza sanitaria, abbiamo avuto il trasferimento di 4 famiglie e 8 bambini: 4 alla scuola primaria di Courmayeur, uno alla primaria di La Thuile e 3 alla scuola media di Courmayeur».
Il Comune di Courmayeur, dal 1° marzo al 30 settembre, ha avuto 76 richieste di residenza, ma erano state 80 nello stesso periodo del 2019. Il Comune di La Thuile, su una popolazione di 790 individui, ha avuto nello stesso lasso di tempo 25 nuovi residenti, in linea con l’analogo periodo del 2019.
Sono 15 le richieste di residenza a Cogne tra marzo e agosto 2020 (erano state 18 negli stessi mesi del 2019).
All’istituzione scolastica Maria Ida Viglino di Villeneuve, che ha una sezione associata a Cogne e 5 plessi (Arvier, Introd, Valsavaranche, Valgrisanche e Rhemes St. Georges), è stato iscritto alla scuola media di Villeneuve un alunno di Torino e alla scuola primaria di Cogne uno proveniente dalla Puglia, salito in Valle per il lavoro dei genitori. All’Istituzione scolastica Jean-Baptiste Cerlogne di Saint-Pierre le richieste di iscrizione nei plessi di scuola dell’infanzia e primaria per l’anno scolastico 2020/21 sono in linea con gli anni scolastici precedenti l’emergenza sanitaria.

