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«Queste persone che ci sono state affidate potranno contare su di noi in qualsiasi situazione»

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Sono stati 120 i catechisti, gli educatori, gli animatori di pastorale giovanile e familiare che domenica scorsa, 4 ottobre, nel teatro della parrocchia di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta, hanno ricevuto il mandato catechistico dalle mani del vescovo, monsignor Franco Lovignana. «È stata apprezzata la formula che abbiamo proposto quest’anno, rinnovando un appuntamento tradizionale e sempre molto atteso come quello del mandato – spiega don Daniele Borbey, responsabile insieme a Ivana Debernardi del Servizio diocesano per la catechesi e la pastorale giovanile e vocazionale – date le previsioni meteorologiche incerte e le esigenze di distanziamento anti Covid 19, ci siamo infatti ritrovati nel salone del teatro della parrocchia di Saint-Martin-de-Corléans». I partecipanti hanno inizialmente potuto confrontarsi attraverso il «World Café»: 12 diversi tavoli tematici erano stati allestiti per permettere la discussione a piccoli gruppi su tematiche quali la comunicazione digitale, l’antivirus della fraternità, il coraggio, la vita frenetica, la preghiera, Dio fonte d’inventiva, la celebrazione eucaristica. Successivamente ha avuto luogo la liturgia della Parola, durante la quale il Vescovo ha conferito ufficialmente il mandato catechistico. Facendo riferimento alla pandemia, monsignor Franco Lovignana ha ricordato che «è anche compito nostro, di pastori e di catechisti, aiutare bambini, ragazzi e giovani a interpretare nella fede ciò che è accaduto e ciò che accade. Non possiamo far finta di niente. Non può tutto essere chiuso in una parentesi che proietta in un futuro in cui tutto si risolve. Non è così: è qualcosa che rimane scritto dentro ai nostri cuori, alle nostre intelligenze e alla nostra intimità». Il Vescovo ha quindi incoraggiato i catechisti, tratteggiandone l’incarico: «Il Signore, quando affida un compito, dà anche il suo Spirito come forza e luce per poterlo svolgere. E ci dà un segreto, quello di voler bene alle persone che ci sono affidate. Non si tratta di un sentimento generico, ma di un impegno a conoscere, ad ascoltare, a entrare con discrezione nel mondo e nella vita degli altri, ad accompagnare nel cammino, a far capire che il nostro compito non finisce quando finisce l’incontro o il percorso di catechesi. Queste persone che ci sono state affidate potranno contare su di noi in qualsiasi situazione, in qualsiasi necessità».

La liturgia del mandato si è conclusa con la consegna ai partecipanti di una piccola pubblicazione con i tweet di Papa Francesco sull’Eucarestia, tema a cui è dedicata anche la lettera di inizio anno pastorale scritta da monsignor Franco Lovignana per i fedeli della Diocesi di Aosta.