Dal giornale

Rischio di stop alle frontiere per i lavoratori agricoli del Marocco: aziende valdostane in difficoltà

Ingrandisci la foto: Rischio di stop alle frontiere per i lavoratori agricoli del Marocco: aziende valdostane in difficoltà
2 minuti di lettura

Con l’avanzare della pandemia, il Marocco ha sospeso tutti i collegamenti aerei con l’Italia: è un primo stop alle frontiere per i lavoratori agricoli stranieri che annualmente raggiungono il nostro paese per prestare la loro opera nelle aziende agricole.

«Per noi è un grave problema – sottolinea Alessio Nicoletta, presidente di Coldiretti Valle d’Aosta – perché la comunità marocchina è, da sempre, una delle più numerose tra i lavoratori provenienti da fuori dei confini comunitari».

In Valle d’Aosta per la stagione estiva arrivano annualmente oltre 400 lavoratori da diversi paesi: al primo posto c’è la Romania con 150 arrivi circa, seguita dai 140 lavoratori provenienti dal Marocco, 30 dall’Albania e 90 circa dagli altri paesi del Nord Africa e dell’est europeo.

«Nella nostra regione questi sono i mesi in cui le aziende zootecniche si dotano del personale che dovrà poi salire in alpeggio per la cura degli animali e la lavorazione del latte. – prosegue Alessio Nicoletta – Si tratta di mestieri delicati, che richiedono una specializzazione, tanta esperienze oltre ad una spiccata capacità di adattamento per le dure condizioni di vita che il lavoro in montagna richiede».

«La Federazione regionale della Valle d’Aosta segue e sostiene il lavoro che Coldiretti sta portando avanti a livello nazionale con l’Ambasciata del Marocco per cercare di superare le difficoltà determinate dalle misure cautelative adottate dal Paese africano di fronte di alla diffusione del contagio Covid nell’Unione Europea» continua il direttore di Coldiretti VdA Elio Gasco.

«In queste condizioni è importante la presentazione da parte della Commissione europea del “Digital green pass” con l’obiettivo di consentire la libera circolazione all’interno dell’Unione per lavoro o turismo. – afferma il presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare l’importanza di lavorare a livello nazionale per accordi bilaterali con i Paesi dove è più rilevante il flusso di lavoratori – In una situazione in cui si registra un rinnovato interesse degli italiani per il lavoro agricolo, è anche importante una radicale semplificazione del “voucher agricolo” che possa ridurre la burocrazia e consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione si trovano in difficoltà».