Economia

IL FUTURO DEL TRAFORO Francesco Turcato, presidente Confindustria VdA

«Il raddoppio un problema di tutti, indipendentemente da chi governa»

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AOSTA (fci) Secondo i dati di Confindustria, il 5,8 per cento del traffico pesante che attraversa l’arco alpino passa dal Traforo del Monte Bianco. Le chiusure hanno un effetto concreto sia sul tessuto produttivo valdostano sia, in generale, sull’economia del Nordovest. La scelta di programmare i lavori di manutenzione in autunno riduce l’impatto sul turismo. I rappresentanti degli imprenditori, però, criticano il sistema delle chiusure prolungate e rilanciano l’idea di una seconda canna, con un successivo risanamento di quella esistente. L’intero arco temporale di chiusura del Traforo porterà a una perdita del 9,8 per cento del Pil. Un dato preoccupante viste le ulteriori difficoltà dovute ai dazi imposti dagli Stati Uniti.

«Confermo la linea che abbiamo portato avanti negli ultimi due anni» afferma Francesco Turcato (foto), presidente di Confindustria Valle d’Aosta. «La chiusura del tunnel non è banale, per questo proseguiamo a tutti i livelli la battaglia per il raddoppio della galleria». Istanza per la quale, ammette Turcato, «Si è mosso poco, ma non per questo molliamo. Continueremo a promuovere questo progetto, e rimarco con favore che la Regione ha aperto al raddoppio, così come il governo nazionale. Resta il problema dei cugini francesi. Confindustria francese è disponibile, è stato affrontato l’argomento tra le presidenze nazionali. Rimangono le resistenze della comunità al di là del confine».

Francesco Turcato conclude rilevando che «Per quanto ci riguarda tutti i settori sono in sofferenza per la chiusura del Tunnel: metalmeccanico, alimentare, carpenterie. Penso per esempio alle Sorgenti Monte Bianco, che fa buona parte del suo fatturato in Francia». L’argomento Monte Bianco sarà affrontato all’assemblea di Confindustria VdA venerdì 17 ottobre, «Ed è già stato portato all’attenzione dei candidati al rinnovo Consiglio Valle di tutte le forze politiche. La Regione dovrà continuare a premere sul raddoppio, indipendentemente da chi governerà. È un problema che riguarda tutti».