BORGOFRANCO D’IVREA (ttm) A seguito della costituzione della Comunità Energie Rinnovabili – Cer Dora 5 Laghi Mombarone nello scorso mese di dicembre, sono state avviate le procedure per renderla operativa secondo gli aggiornamenti di legge, lavorando con il concorso dell’Enviroment Park di Torino, in attesa dei finanziamenti promessi dalla Fondazione San Paolo – 50mila euro per coprire le spese di costituzione, per le spese legali e di notaio e per i consulenti – e di ulteriori 60mila euro utilizzabili per intraprendere nuovi percorsi.
Nel frattempo si è concretizzata la partecipazione, per alcuni servizi gratuiti, al progetto transfrontaliero Recrosses (Renewable Energy trans-national Communities thRough One-Stop-Shop Energy Services), cofinanziato dal Programma Interreg Alcotra 2021/2027, e pensato per migliorare la conoscenza del territorio in modo da rispondere alle sfide ambientali della zona Alcotra, con il fine di soddisfare l’obiettivo specifico di promuovere le energie rinnovabili in conformità della direttiva europea 2018/2001, compresi i criteri di sostenibilità stabiliti.
Il progetto, in particolare, intende rispondere agli obiettivi di decarbonizzazione, sfida comune del territorio transfrontaliero italo-francese, attraverso le Cer, strumento che favorirà l’incremento di impianti a energia rinnovabile da parte di enti pubblici locali, privati cittadini, associazioni, enti del terzo settore e piccole e medie imprese. Proprio l’Unione Nazionale Comuni Enti Montani – Uncem ha perorato la necessità della decarbonizzazione per evitare abbandono e spoliazione delle aree interessate, coinvolgendo le comunità, avvertendo di evitare nuove colonizzazioni del territorio da parte di grandi imprese che scavalchino le comunità locali e gli enti preposti e infine mettendo in guardia a fronte di Cer mosse da capitali esterni al nostro paese, perorando invece la causa di Cer solidali e comunitarie, per quanto magari più piccole.
«Ora siamo nella fase finale per essere operativi. – considera il sindaco di Borgofranco Fausto Francisca – A fronte di alcune Cer che chiedono il 30 per cento sugli utili, la nostra non costa nulla. Rimane aperta la ripartizione degli incentivi: se la Cer è comunale decidono i Comuni, se la Cer è a maggioranza di società di capitale, decidono le società».