BORGOFRANCO D’IVREA (ttm) Nei giorni scorsi, negli uffici dell’Assessorato alle Grandi Infrastrutture della Regione Piemonte, si è discusso di urbanistica, sicurezza, soppressione di passaggi a livello e progetti di realizzazione di sovrappassi per il Comune di Borgofranco d’Ivrea.
L’incontro è stato organizzato dall’assessore Marco Gabusi, con la partecipazione di Anas, Città Metropolitana di Torino, Rete Ferroviaria Italiana e dei Comuni di Borgofranco e Quincinetto.
Le tematiche sul tavolo costituiscono da anni argomenti dibattuti con urgenza dall’Amministrazione borgofranchese, ma che a oggi non hanno ancora trovato riscontri, nonostante lo studio progettuale concordato da tempo con Rfi.
All’incontro erano presenti tutti gli attori coinvolti per realizzare i due sovrappassi previsti dal progetto, uno dei quali – quello a nord di Montebuono – diventerebbe particolarmente necessario per superare le emergenze cui è sottoposto il Comune (in particolare la frana sopra Quincinetto e quelle monitorate tra Baio e Quassolo), permettendo il collegamento tra l’autostrada (casello di Baio) e la Statale 26, evitando così il transito dei Tir attraverso Borgofranco, Montalto e Ivrea.
I continui monitoraggi effettuati dalla Regione Piemonte su tutto il versante montano inducono a pensare che, in qualsiasi momento, possa essere chiusa l’autostrada A5, con deviazione del traffico pesante sulla Statale 26.
«Questo per Borgofranco è intollerabile – evidenzia il sindaco Fausto Francisca – sapendo che la frana della Cavallaria si sta muovendo da tempo di 2 o 3 centimetri all’anno e presto o tardi è certo che precipiterà a valle, cioè sulle case e sul percorso autostradale».
Sorge quindi la necessità di aprire un casello a Baio Dora e San Bernardo per meglio gestire le emergenze, facendo uscire i Tir e indirizzandoli in percorsi fuori dai centri di Ivrea, Montalto e Borgofranco. Il casello di Baio potrebbe essere attivo fin da subito, realizzando le aperture a raso di un centinaio di metri ed utilizzando le due rotonde (lavori già previsti nel piano speditivo predisposto dalla Città Metropolitana di Torino in accordo con la Prefettura).
È impellente anche la realizzazione della circonvallazione di Borgofranco, predisposta da Anas nel 2013, con studio già concordato con tutti gli attori, suddiviso in tre lotti: il primo, quello a nord, garantirebbe la soluzione delle emergenze di traffico in paese.
L’aggiornamento dei costi ammonta oggi a oltre 80 milioni di euro (calcoli effettuati dalla Sertec e finanziati direttamente da Borgofranco).
«Ripartiamo con grande determinazione – dice ancora il sindaco Francisca – considerando che via Aosta e via Torino, che passano nel centro storico, non sono più in grado di sopportare nella normalità il traffico di 24 mila veicoli al giorno, di cui almeno 4 mila risultano transiti di grandi mezzi, tra cui Tir superiori alle 44 tonnellate di portata, e anche trasporti eccezionali».
La storia dei progetti discussi in Regione risale al 2013, quando Anas, su sollecitazione del sindaco di Borgofranco, aveva predisposto uno studio di fattibilità per la circonvallazione, che prevedeva due sovrappassi – uno a sud e uno a nord di Montebuono – e una galleria.
Nel 2014 l’Amministrazione di Borgofranco prese tempo e non decise quale dei tre percorsi progettati adottare. La scelta, ritardata di anni, portò le risorse altrove.
Nel marzo 2019 venne firmato un Protocollo di Intesa tra Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Rfi e i Comuni della tratta ferroviaria Chivasso-Aosta, promosso dal Bim ma mai controfirmato da Anas, che collocava i sovrappassi di Borgofranco agli ultimi posti nel cronoprogramma.
La progettazione tocca alla Città Metropolitana. Si tornò a parlare dei sovrappassi di Borgofranco solo nel 2022, quando si riuscì a “salvare” la stazione di Borgofranco, grazie all’impegno dell’Amministrazione, che la reinserì nel programma di rigenerazione stabilito e finanziato da Rfi, insieme alle stazioni di Pont-Saint-Martin, Donnas, Verrès e Châtillon.
Nel mese di aprile 2025, Rfi inviò una lettera al Comune di Borgofranco chiedendo a che punto fossero i progetti per la circonvallazione. Il sindaco girò la domanda alla Regione Piemonte e a tutti i firmatari del “Protocollo d’intesa”, quindi alla Prefettura.
Nonostante la lettera dell’assessore Marco Gabusi dell’aprile 2024, in cui la Regione segnalava ad Anas di inserire i finanziamenti per la circonvallazione, l’Anas, in accordo con la Regione Piemonte, aveva invece finanziato la circonvallazione di Demonte.

