Fuori Valle

Nuova frana sul percorso che collega Valle d’Aosta e Biellese

Chiusa la strada provinciale tra Borgofranco e Nomaglio

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BORGOFRANCO D’IVREA (ttm) Dalla serata di mercoledì scorso, 5 marzo, la strada provinciale numero 73 – tra il bivio per Bienca e quello per la 419 della Serra – è chiuso al traffico a causa della caduta di alcune rocce nei pressi di località Rio Bersalone.

«La Città Metropolitana di Torino sta predisponendo i lavori di messa in sicurezza. – spiega il sindaco di Borgofranco Fausto Francisca – Il periodo di chiusura non è stato ancora definito, in attesa degli esiti dei sopralluoghi dei geologi e degli ingegneri. Chi viene da Biella e vuole andare in Valle d’Aosta, o scende verso Chiaverano o prosegue verso Nomaglio e di là scende a Settimo Vittone. Da Borgofranco, invece, per raggiungere Biella bisogna andare verso Biò, poi prendere la 74 e dirigersi dopo Bienca verso la 419 e di lì verso la Galleria della Serra».

Già tra maggio e luglio scorsi la provinciale 73 era stata chiusa a causa di una frana.

Cade un masso: danneggiato un balmetto
Sarà l’esito del sopralluogo a decretare se la caduta del masso che ha sfondato il tetto di un balmetto, nei giorni scorsi, a Borgofranco d’Ivrea, sia l’inizio di un movimento franoso o un semplice distacco isolato. L’evento, a parte il crollo della sommità del balmetto colpito, non ha fortunatamente provocato danni alle persone. Due edifici lungo via del Buonumore sono stati interdetti da un’ordinanza prontamente emessa dal Comune di Borgofranco, anche in previsione della sfilata delle Socie del Carnevale svoltasi domenica 2 marzo.

Ha comunque rassicurato i residenti il sindaco Fausto Francisca, rimarcando come non sia un caso straordinario quello del movimento di massi sul versante montuoso sopra i Balmetti, fenomeno noto attraverso gli anni e tenuto sotto costante controllo per prevenire eventuali emergenze. «Gli abitanti dei Balmetti sono consapevoli della peculiarità della zona e che in caso di problemi la sicurezza viene prima di tutto. – rimarca Fausto Francisca – Già dieci anni fa avevamo provveduto a fissare dei legamenti attorno a massi che si erano addossati sopra i Balmetti, stando attenti che tale intervento non pregiudicasse il fenomeno dell’ora».

Infatti la tipica caratteristica dei Balmetti, cantine naturali beneficiate dal soffio di aria proveniente dall’interno della montagna che mantiene la temperatura adatta per conservare salumi, formaggi e vini, è condizionata proprio dal movimento franoso attivo che determina il soffio dell’ora dal cuore montagnoso e qualsiasi intervento troppo invasivo potrebbe compromettere se non annullare del tutto tale specificità geologica.