Fuori Valle

I Sindaci di Andrate e Nomaglio lanciano un grido di allarme. “Riaprire le strade provinciali per Borgofranco e per Chiaverano

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ANDRATE (qdn) «E’ necessario al più presto ripristinare la viabilità sulla strada Provinciale 73 da Borgofranco d’Ivre a ad Andrate e sulla Provinciale 221 da Andrate a Chiaverano». E’ il grido d’allarme lanciato dai sindaci di Andrate Enrico Bovo e di Nomaglio Ellade Peller.

«Alla data odierna – scrivevano in una nota congiunta martedì 22 aprile – i 2 paesi sono raggiungibili solo mediante la strada Provinciale 72 che sale da Settimo Vittone, con notevole disagio per la lunga percorrenza e con gravi rischi per i molti tratti troppo stretti che non garantiscono un regolare doppio senso di circolazione. La strada per Settimo Vittone oggi è anche l’unica via che collega il Biellese alla Valle d’Aosta ed è percorsa da un traffico insostenibile per le caratteristiche della strada: i Sindaci sottolineano l’alto rischio che corre chiunque vi transiti. La lunga percorrenza Ivrea-Settimo Vittone-Nomaglio-Andrate rende i tempi per l’arrivo dei mezzi di soccorso inaccettabili: aumenta il rischio che corrono le persone che malauguratamente ne avessero bisogno. Sono un gran numero i residenti nei 2 paesi che si spostano a valle per motivi di lavoro e di studio: si deve garantire loro innanzi tutto sicurezza oltre che il minor disagio possibile, per evitare che anche questo diventi motivo di abbandono della montagna. Sono facilmente prevedibili i disagi e l’aggravio dei costi per i servizi postali, per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, per i servizi medici ed infermieristici, per il servizio di ossigenoterapia a domicilio, per ogni servizio che debba raggiungere i 2 paesi: sempre che si riescano a raggiungere. Impensabile per i parroci arrivare rispettivamente da Borgofranco a Nomaglio e ancor più da Chiaverano ad Andrate».

I Sindaci denunciano altresì «l’imperdonabile ritardo nei lavori sulla frana caduta ai primi di marzo sopra alla frazione Biò di Borgofranco d’Ivrea: se fossero stati ultimati in tempo utile, invece che rinviarne l’inizio e poi anche la fine, non si sarebbe verificato l’ulteriore smottamento, dovuto alle ultime piogge, che ha aggravato la situazione».

I Sindaci hanno scritto al Prefetto di Torino, al Presidente della Regione Piemonte, al Sindaco della Città Metropolitana e al Presidente dell’Uncem.