BORGOFRANCO D’IVREA (ttm) Si sono sviluppati per gran parte della settimana i lavori di bonifica dell’impresa Preve per il ripristino della viabilità sulla Provinciale 73, a seguito della frana che l’ha coinvolta in località Biò – tra il bivio per Bienca e la ex Statale 419 – e che ha richiesto la sospensione del traffico veicolare. Bisognerà attendere il completamento delle indagini relative ai massi ancora pericolanti al di sopra dell’arteria stradale prima di riaprire il tratto al flusso automobilistico. «I lavori curati dalla Città Metropolitana sono cominciati mercoledì 19 marzo. – rende noto il sindaco Fausto Francisca – La garanzia della sicurezza per il bene di tutti ci ha indotto a non effettuare neppure il traffico alternato prima di essere assolutamente sicuri sulle condizioni del versante franoso, cosa che ha richiesto più tempo di quanto non pensassimo all’indomani del crollo. I tecnici hanno lavorato a una salita che consentisse loro di raggiungere i massi in bilico per romperli e rimuoverli, prima che finissero con il precipitare sulla carreggiata». Il giorno della riapertura della Provinciale 73 sarà definito dopo il sopralluogo di un geologo, previsto per lunedì prossimo, 7 aprile.
Continuano anche i lavori sul rio Bersalone a Biò, a cura dell’impresa Montescavi, sulla falsariga di quelli iniziati a seguito della bomba d’acqua dell’aprile 2013, che aveva fatto esondare molti rii a Borgofranco, poi rimessi in alveo da cantieri eseguiti su “ordinanza sindacale” in massima urgenza. «Per quel che riguarda il Rio Bersalone – spiega Fausto Francisca – si sono potuti riprendere i lavori di messa in sicurezza grazie a un contributo regionale di 200mila euro, che purtroppo non è sufficiente per completare l’opera, progettata dall’ingegner Claudio Ferro alcuni anni fa. Ne mancherebbero altri 140mila, già richiesti». Oltre ad una vasca di raccolta di materiale che proviene dal monte lungo il rio, è prevista la realizzazione di un canale scolmatore che raggiungerà rio Lo Riale, per evitare l’attuale percorso verso rio Pontasso, in alcuni tratti “tombato” con un tubo in cemento, chiaramente insufficiente ad ospitare la portata d’acqua durante gli eventi di grande pioggia.
Alcuni tratti “tombati” passano sotto diverse abitazioni, costruite negli anni Sessanta, che avrebbero dovuto quindi essere abbattute ma la demolizione è stata evitata proprio con questa deviazione. La chiusura dei lavori è prevista per il mese di maggio.


