TAVAGNASCO (ttm) E’ stato profetico l’assessore Luciano Baruffato quando ha ipotizzato, nei giorni scorsi, una recrudescenza dei raid nel cimitero di Quincinetto, a seguito dell’incursione che, a inizio mese, ha visto il furto di 2 grosse lastre di rame e il danneggiamento di blocchi di marmo che le ricoprivano, subito rimesse in sesto dal Comune. Gli ignoti incursori ci hanno riprovato il giorno dopo, evidentemente attirati dalla facilità di esecuzione dei raid e dalle sicure vie di fuga dopo il colpo, ma questa volta le cose non sono andate bene per i ladri di rame, colti in flagrante dall’intervento di una pattuglia di Carabinieri di Quincinetto già in zona per controlli di sicurezza sul territorio e in particolare sull’area cimiteriale.
L’arrivo sulla scena dei militari ha rotto le uova nel paniere dei malviventi – probabilmente gli stessi esecutori dell’effrazione del giorno prima, imbaldanziti per la facilità con cui avevano portato a termine il primo colpo – che si sono dati alla fuga.
Bisognerà ora vagliare i filmati delle telecamere di sicurezza presenti nella zona, anche se le probabilità di rintracciare gli autori dei furti sono scarse a causa della posizione dei sistemi di sorveglianza, tutti sulla strada principale e non in grado di coprire chi si avvicinasse dal bosco dietro il camposanto. Non di meno, il fallimento di questa ennesima incursione a fronte dell’attenzione dei residenti, vigili a cogliere movimenti o luci sospette nell’area cimiteriale, e di un pronto intervento dei Carabinieri, probabilmente indurrà i ladri di rame a stare lontano dal cimitero almeno per un po’ di tempo, respinti dall’ideale collaborazione tra cittadini, attenti a preservare la memoria dei loro cari defunti, e forze dell’ordine, pronte a intervenire per fronteggiare questo preoccupante fenomeno che interessa zone isolate e poco controllate del territorio, anche e soprattutto per il fatto che la brama di “oro rosso” porta con sé il danneggiamento di suppellettili, coperture, grondaie e decorazioni per un valore spesso superiore all’entità del bottino stesso, cui si aggiunge lo sfregio per la memoria dei defunti.
Michele Tetro