DOUES (zgn) La palestra di roccia Berrio de la Croix, recentemente aperta a Prabas di Doues, non richiede particolari abilità nell’arrampicata ma solo una grande passione per questa disciplina e tanta voglia di divertirsi. Infatti il suo scopo principale è proprio quello ludico-sportivo, riducendo al massimo anche per i principianti il rischio di farsi male, dato che è stata pensata e attrezzata basandosi sul concetto di massima sicurezza, con protezioni a distanza ravvicinata. A progettarla – e a realizzarla in gran parte – è stato Angelo Baroni, originario di Milano, innamorato della montagna e della Valle d’Aosta. A coadiuvarlo sono stati Marco Bernardini, che ora è il responsabile della palestra di roccia, e Sergio Petey, entrambi guide alpine. Per questo motivo sono stati premiati nei giorni scorsi a Cogne in occasione della nona edizione del “Concorso di chiodatura ed elaborazione di itinerari di arrampicata e di valorizzazione del territorio – VdA” e del “Tiro Lead 2025” con un secondo posto ex aequo con Bepi Vidoni e Tommaso Vection per la falesia in Val Sapin di Courmayeur.
Passione ed esperienza
D’altro canto Angelo Baroni ha maturato una lunga esperienza in questo settore. «In Valle d’Aosta, a metà degli anni Ottanta, attrezzai una palestra di arrampicata al Lago della Serva, nella valle di Champdepraz, – racconta Angelo Baroni – che smontai quando istituirono il Parco del Monte Avic, visto che il regolamento di quest’ultimo la vietava. Nel 2016 iniziai ad aprire vie alpinistiche nei pressi del Rifugio Crête Sèche a Bionaz. E ultimamente ho aperto due nuovi itinerari di arrampicata nella zona del Gran San Bernardo». Angelo Baroni scoprì che la montagna era per lui una ragione di vita fin da bambino, quando a sette anni il padre Giovanni Battista lo mandò in una colonia estiva ad Alagna Valsesia, organizzata dalle Cartiere Dell’Orto, in cui lavorava come chimico. Una passione che lo portò, a 23 anni, a diventare istruttore di alpinismo del Club alpino italiano di Milano dopo aver frequentato la Scuola di alta montagna “Agostino Parravicini”.
L’incontro con Franco Binel
Poi, sulla rivista del Cai “Lo Scarpone”, comparve un annuncio destinato a dare una svolta al suo destino: «A chi non ha paura del silenzio e della solitudine, affitto casa in Valle d’Aosta». A pubblicarlo era stato l’ingegnere Franco Binel e la casa in questione era quella di famiglia che aveva ristrutturato a Chantery, sopra a Champdepraz. Angelo Baroni, nel frattempo diventato fisioterapista, rispose immediatamente a quell’annuncio e fu l’inizio di una inossidabile amicizia con Franco Binel. Infatti per 25 anni trascorse lunghi periodi in quell’abitazione, esplorando il territorio circostante del quale ricostruì una mappa grazie alle cartine dell’Istituto Geografico Militare reperite nella sede del Touring Club di Milano. «Avevo perso mio papà a 18 anni – afferma Angelo Baroni – e per me Franco Binel fu come un secondo padre». Dopo la sua scomparsa, Angelo Baroni lasciò la casa a Chantery per una a Valpelline. «In quegli anni ebbi la fortuna di conoscere la guida Ettore Bionaz, purtroppo in seguito deceduto in un incidente in montagna, che aprì il Rifugio Crête Sèche a Bionaz e qui attrezzai delle vie di arrampicata» rammenta Angelo Baroni.
La falesia e il lockdown
Nel 2016 si trasferì a La Cerise di Doues, dove nel 2020 rimase bloccato a causa delle restrizioni per la pandemia di Covid. «Fu allora che notai le pareti della falesia a Berrio de la Croix – continua Angelo Baroni – inizialmente volevo attrezzarne solo un tratto per me. Poi, siccome durante il lockdown avevo ricevuto grande solidarietà e aiuto dagli abitanti di Doues, che andavano a fare la spesa per me o mi portavano dei loro prodotti alimentari, mi chiesi come potevo manifestare la mia gratitudine alla comunità che mi aveva accolto con tanta amicizia. Perciò contattai il sindaco Giorgio Abram e il suo vice Daniel Diemoz, ai quali illustrai il progetto della palestra di roccia, specificando che tutto il materiale tecnico in parete fino a quel momento l’avrei donato al Comune. Negli incontri successivi con l’Amministrazione comunale riuscii a dimostrare che era un’iniziativa valida portando l’esempio di Courtil a Hône, località rinata grazie al flusso turistico degli appassionati attratti dai vari siti di arrampicata. Dopo il via libera dato dall’Amministrazione comunale, dopo le necessarie valutazioni tecniche e i relativi interventi per mettere in sicurezza la struttura, giungiamo ad aprile di quest’anno con i tre quarti di essa che sono stati realizzati. Manca solo l’ultima parte, quella più piccola, dedicata ai bambini».
Ultimi interventi
Complessivamente, la palestra di roccia offre tre settori con percorsi che hanno difficoltà che variano da 5A a 7A. Angelo Baroni conclude: «Bisogna dare atto all’Amministrazione comunale di aver creduto all’efficacia di tale progetto. Infatti è prevista anche la posa, su un terreno rialzato che si affaccia verso Aosta, situato alla base della falesia, di quattro panchine e di due tavoli in pietra, oltre a una innovativa toilette ecologica che funziona senza acqua e prodotti chimici. Verrà poi posata la cartellonistica con le indicazioni dal centro del paese fino al parcheggio di Prabas, dove lasciare le auto per raggiungere la palestra di roccia dopo aver camminato per otto minuti lungo una poderale». È stata quindi realizzata una struttura che mancava in Valle d’Aosta, dato che, proprio per la facilità e la sicurezza che offre, potrà ospitare corsi di avvicinamento all’arrampicata aperti a tutti, con ricadute positive sull’indotto grazie al rilancio del turismo legato a questa disciplina la cui popolarità è in costante crescita.



