GIGNOD (zgn) Era un uomo energico, comunicativo, con tanta voglia di lavorare, che amava la buona compagnia ed era l’anima gioiosa della sua famiglia. Silvio Jans Savy si è spento all’Ospedale di Aosta martedì scorso, 28 ottobre. Aveva appena compiuto 79 anni, nato il 23 ottobre 1946, primogenito di Lisetto e Sidonia Desandré, genitori pure di Nella e Vittorina.
Silvio Jans Savy iniziò a lavorare presto come casaro a La Thuile e a Saint-Christophe. Nel 1968 si sposò con Vanda Torgneur, che faceva la postina e gli diede i figli Valter nel 1968 e Cinzia nel 1974, mancata a soli 51 anni a causa di un male incurabile giovedì 4 settembre, meno di 2 mesi fa.
Nel 1971 venne assunto come cantoniere al Comune di Gignod dove rimase per i successivi 11 anni. Ma la sua voglia di fare lo spinse a cercare nuove strade e ad avviare un’attività professionale in proprio. Così, ottenute le licenze, aprì nel 1983 a Seissinod di Gignod la sua agenzia di onoranze funebri.
Per Silvio Jans Savy l’aiuto della moglie, con la quale aveva un legame inossidabile, è stato sempre fondamentale: basti pensare che prima che iniziassero a lavorare con lui i figli, vinse un appalto comunale a Gignod per riqualificare il cimitero. Così assieme alla consorte esumò 111 salme utilizzando solo pala e piccone.
Il desiderio di innovare e migliorare non lo abbandonava mai. Come dimostra il fatto che è riuscito a realizzare a Gignod “Il ponte dell’arcobaleno”, il primo e unico cimitero per animali da affezione della Valle d’Aosta. L’area ha una superficie di 3.500 metri quadrati e si possono seppellire cani e gatti come anche, per esempio, criceti e pappagalli. Un progetto che ha richiesto 12 anni per diventare realtà e che Silvio Jans Savy, grazie alla sua caparbietà, ha portato a termine dopo aver superato mille ostacoli, specialmente di carattere burocratico.
Il suo carattere pacato ma fermo emergeva pure nei rapporti personali: infatti non perdeva mai la pazienza e riusciva sempre ad ottenere ciò che voleva senza dovere alzare la voce.
Lavoratore infaticabile, per lui non esistevano le vacanze e il tempo libero lo ha dedicato alla famiglia ed a coltivare le amicizie di una vita. Una sua passione era quella per il canto che lo vide assieme alla moglie e ai figli fare parte per anni dell’aostano Coro Les Hirondelles.
Sicuramente, però, la prematura perdita della figlia è stato per lui un colpo durissimo da cui non si è ripreso. Tanto che la sua fibra forte si è arresa alla leucemia che gli aveva minato il fisico ma è stata scoperta solo negli ultimi giorni. I suoi cari e gli amici lo hanno abbracciato un’ultima volta giovedì scorso, 30 ottobre, a Gignod dove il corteo funebre lo ha accompagnato nell’ultimo viaggio partendo dalla cappella di Seissinod.

