SAINT-OYEN (peb) Lungo la strada che attraversa la valle del Gran San Bernardo, c’è un luogo che in questi anni è diventato una tappa immancabile per residenti, turisti e habitués: “La Mèison de La Polenta”. Dal 2003, il ristorante di Felice Verraz ha portato in tavola uno dei piatti simbolo della tradizione valdostana, trasformandolo in esperienza conviviale e in segno di identità.
«La nostra “Mèison” vanta una storia antica, che merita di essere narrata. – racconta Felice Verraz – È stata costruita nel 1824, come riporta la data sulla trave, e già allora era nominata Maison de La Polenta, in quanto gli abilissimi muratori che la costruirono, tutta in pietra, provenivano dalla Valle di Gressoney e a loro veniva spesso corrisposto un piatto di polenta come remunerazione. Successivamente, poiché siamo a metà strada tra Aosta e il Gran San Bernardo, qui sorsero le scuderie per il cambio di muli e cavalli – lo testimoniano le stampe dello storico Edouard Aubert – e poi, a inizio XIX secolo, le stalle. Infine, negli anni Sessanta e Settanta, divenne l’abitazione civile della famiglia Verraz».
Il locale come lo conosciamo oggi è stato inaugurato nel 2003, quando una parte dell’abitazione fu donata al figlio Davide per conservare il cognome e fondare “una casa – maison – di accoglienza”.
«Mia moglie Irma Chamonin e io abbiamo gestito dal 1971 al 2003 il Bar Du Lac al colle del Gran San Bernardo. – prosegue Felice Verraz – Si tratta di un locale che era stato costruito dal celebre contrabbandiere Attilio Magnanini, noto in tutta la Valle. A condurlo eravamo noi con mia suocera Marcella Bois e mia mamma Isa Bianquin: è grazie all’armonia di tutta la famiglia e alla loro forza se siamo riusciti, in oltre mezzo secolo di attività, a trasmettere ai nostri clienti l’accoglienza e l’onestà che da sempre ci contraddistinguono».
Ora, dopo tante stagioni, domenica prossima, 7 settembre, “La Mèison de La Polenta” chiuderà la porta. Una decisione maturata con serenità:
«Chiudere non è semplice, ma sento che questo ciclo si è compiuto perché ormai io e “mamma” Irma siamo nella ristorazione da 54 anni. Voglio ringraziare di cuore tutti i clienti e coloro che ci hanno sostenuto con la loro presenza, stima e fedeltà, alcuni ancora dal Du Lac: questo non è un addio, bensì un arrivederci, in quanto i nostri figli Davide e Cristina in avvenire potrebbero raccogliere la nostra eredità».
La polenta per “La Mèison” è più di un semplice contorno, è un piatto da valorizzare con creatività, affiancandolo a formaggi, selvaggina, funghi e altre specialità locali. Negli anni ha trovato riscontro in un pubblico variegato: famiglie, escursionisti di passaggio, gruppi di amici e habitués. La sua chiusura segna la fine di un’esperienza che ha lasciato il segno, anche nella comunità di Saint-Oyen. “La Mèison” non è soltanto un ristorante, ma un punto di incontro, un luogo dove condividere il gusto della montagna in un’atmosfera semplice e genuina.
Arabella Pezza
