Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica
La Banca d’Italia ha pubblicato l’aggiornamento sull’andamento delle economie regionali.
A leggere in superficie le sintesi di questi giorni sembra che la Valle d’Aosta sia sana e in crescita.
A leggere meglio i dettagli, invece, si scopre che non sono tutte rose e fiori.
Se si analizzano i grafici di Bankitalia anche quando si parla di crescita, si evidenzia una leggera crescita, rispetto alle grandissime flessioni degli ultimi anni.
Per tornare al dettaglio del report: le imprese hanno dichiarato cali nei fatturati. Unica crescita quella del settore edile, che però ricordiamo ha beneficiato della grande bolla del PNRR, bisognerà infatti vedere se davvero, una volta finiti i profluvi di denaro europeo e terminati i progetti a scadenza, la crescita si potrà definire segno di sanità del comparto.
E ancora, mentre sembra che l’occupazione sia lievemente cresciuta, speriamo in maniera strutturata e continua e non sempre per l’iniezione di denaro europeo, il costo della vita è sensibilmente aumentato, mentre i salari no, producendo quindi una sofferenza per le famiglie, visibile a tutti i cittadini.
Diminuita anche la questione del credito al consumo, in flessione per famiglie e anche imprese.
Diminuite le esportazioni per la Valle d’Aosta, in cui sembra aver tenuto solo il settore del turismo. In calo inoltre anche il credito per le imprese, dato significativo, e il deposito al risparmio delle famiglie.
Nonostante questo quadro, Banca d’Italia definisce le attese per il 2026 positive, seppure sotto il cappello di una grossa incertezza globale che permane in tutta Europa.
Insomma un’iniezione di ottimismo, che non sembra per ora supportata da grandi dati.
Non lo dico per pessimismo, ma per fornire un dato di realtà ai valdostani, che al di là dell’aggiornamento congiunturale dei numeri, conoscono già lo stato delle finanze nella loro regione, perché lo toccano con mano tutti i giorni nel carrello della spesa, lo vedono nelle bollette e nel costo vivo della vita. Lo ribadisco soprattutto al nuovo governo valdostano insediato da poco, perché i governanti sappiano con chiarezza che servono politiche concrete di sostegno prima e di incentivo poi alla crescita, non certo di austerità.