Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica
Mentre scorro il folto numero dei candidati alle prossime elezioni, che imbarcano, tra comunali e regionali, mezza Valle d’Aosta, mi chiedo se la solita inguardabile questione dei trasporti stia a cuore a qualcuno, perché in quel caso avrà il mio entusiastico voto.
Agosto: mese di vacanza, in cui di sicuro qualche pendolare in meno farà sentire la sua presenza (anche se oggigiorno chi si prende un mese intero di ferie?), ma di sicuro è il mese del turismo, delle migliaia di persone in più che si riversano sulle nostre montagne, perché sembrano ormai avere capito che la montagna è bella anche d’estate.
Evviva.
Peccato che senza treni, senza aerei, con una autostrada carissima, la maggior parte dei turisti debba scegliere la combinazione diabolica treno-autobus. Non tutti hanno voglia infatti di macinare chilometri in auto tra incidenti, ore di code, costi alle stelle, perciò i turisti ecosostenibili optano per il treno, però come sempre una volta arrivati a Milano o a Torino le scene sono tragicomiche.
A Milano si richiede lo spostamento dalla stazione centrale verso Lampugnano, ridente località di periferia raggiungibile dopo millemila fermate di metropolitana, che è diventata il ricettacolo di senza fissa dimora e delinquenti di tutta la città. Diventa quindi praticabile, con tante tante accortezze, solo nelle ore migliori della giornata.
Veniamo poi a Torino, da cui partono comodi pulmann che fanno tutti le fermate valdostane, proprio tutte le fermate valdostane, uscendo ogni volta al casello autostradale ed arrampicandosi per qualche curva alla ricerca di passeggeri, spesso assenti, rendendo così un viaggio di un’ora lungo più del doppio.
Già qui mi chiedo, visto che i biglietti si fanno online, se non basti chiudere le biglietterie un’ora prima del viaggio e comunicare comodamente all’autista che, ad esempio, a Verrès non c’è nessuno e quindi non è il caso di uscire dall’autostrada, oppure di organizzare qualche tragitto diretto Torino Aosta.
Invece le linee comode da 2 ore che percorrono capillarmente la Valle sono ben 4, ma attenzione, non godiamoci questo numerone.
Visto che l’ultima partenza da Aosta per Torino è alle 18.30 con un comodo arrivo alle 20.35 non può valere per nessuna coincidenza verso nessuna città: se calcoliamo infatti che un’ora è necessaria per riuscire a prendere una qualsiasi coincidenza, alle 21.30 sono in servizio solo più treni notturni o treni che hanno tratte brevissime.
La prima partenza da Torino, delle 4 – attenzione alla vasta scelta – è alle 11, difficile quindi per chi venga da una qualsiasi zona dell’Italia avere un treno che arrivi alle 10 a Torino, visti i chilometri da percorrere.
Di fatto per non voler incorrere in furti, rapine o spaventi da Milano Lampugnano (perché non organizzare autobus in partenza da Milano stazione centrale?) bisogna optare per Torino, dove scegliere tra 3 orari rimasti in salita e ben 3 in discesa: una pacchia…se non fosse poi che i 3 rimasti ‘papabili’…sorpresa: diventano 2 perché nel fine settimana si fa una corsa in meno, chi vuoi che viaggi i sabati e le domeniche di agosto, definiti bollino rosso per il traffico su strada in tutta Italia?
E così che un trasferimento dalla Capitale (Roma) può durare 10 ore o più…coraggio turista volenteroso, non sia mai che l’anno prossimo tu scelga New York: 7 ore e mezza volo diretto, da Milano ovviamente!