L'indignata

a cura di Isabella Sala indignatavda@gmail.com

Traffico passivo aggressivo

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Analista politico, l’aostana Isabella Sala
è l’autrice di questa rubrica

Sono stati lunedì 8 dicembre 80 chilometri di coda in autostrada per uscire dalla Valle d’Aosta. Ovvero una stima di circa 6 ore per percorrere la distanza da Aosta a Milano.
Qualche idea in merito?
Questo è il bilancio dello scorso ponte dell’Immacolata, che i racconta come la ferrea volontà di disincentivare il motore trainante dell’economia valdostana, sia sempre in forma. Questa la vicenda che è toccata ai malaugurati turisti, che hanno pensato di godersi la neve già dal primo ponte possibile, nonostante una parte di impianti non ancora aperti, ma i prezzi già al massimo regime! Con questa frustrazione in corpo migliaia di turisti sono tornati a casa, annullando il beneficio della vacanza e forse anche il ricordo bucolico della nostra Valle d’Aosta.

È chiaro che, se la nostra bella regione turistica ha una sola via di accesso, la situazione viabilità non può che restare disastrosa. Ritorniamo al vecchio tema mai risolto: quali treni, voli o trasporti alternativi si possono pensare per agevolare il turismo ed aiutare i pendolari, il tutto in maniera magari ecosostenibile?

Per venire a sciare, se si scelgono le nostre Alpi, oggi non si può far altro che caricarsi su un Suv, fare un bel pieno di benzina e buttarsi su una carissima autostrada, nel traffico immancabile delle vacanze; possibile che non esistano metodi meno costosi, più sostenibili e più praticabili?

L’atteggiamento passivo aggressivo che spesso molti hanno nei confronti dei turisti, si esplica in una politica seduta sempre sulle stesse idee, incapace di risolvere uno dei principali problemi che attanagliano la regione valdostana da anni. Non possiamo sottovalutare il fatto che la concorrenza sia tanta, nonostante le nostre montagne non abbiano nulla da invidiare agli altri, constatato che la neve di questo 2025 ci sta graziando di un bel manto bianco…non si può continuare a pensare che senza costruire un atteggiamento mentale, economico e politico di accoglienza professionale si possa essere concorrenziali con tutte le altre località turistiche d’Italia e del mondo. Quindi ora, almeno, non resta che pensare a come organizzare le prossime stagioni, per evitare di restare chiusi in un ingorgo caotico di traffico senza fine, fisico e psicologico.