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Avis, presentato a Jovençan il libro “Diario semiserio da una diagnosi”

Ingrandisci la foto: Da sinistra le consigliere dell’Avis di Gressan Nancy Bal Oreiller e Alessandra Oreiller, la segretaria Monica Cunéaz, la presidente Marisa Zambon, l’autrice del libro Egle Barocco, Ingrid Bredy consigliera dell’Avis di Gressan e e dell’Avis nazionale, la consigliera e assessora al Comune di Jovençan Jeannette Curtaz, il chirurgo toracico Giovanni Donati, lo psicologo Alessandro Fusaro e la vice presidente della Lilt Patrizia Perotti
Da sinistra le consigliere dell’Avis di Gressan Nancy Bal Oreiller e Alessandra Oreiller, la segretaria Monica Cunéaz, la presidente Marisa Zambon, l’autrice del libro Egle Barocco, Ingrid Bredy consigliera dell’Avis di Gressan e e dell’Avis nazionale, la consigliera e assessora al Comune di Jovençan Jeannette Curtaz, il chirurgo toracico Giovanni Donati, lo psicologo Alessandro Fusaro e la vice presidente della Lilt Patrizia Perotti
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JOVENÇAN (zgn) Martedì scorso, 13 maggio, nella sala consiliare di Jovençan, l’Avis comunale di Gressan ha organizzato la presentazione del libro “Diario semiserio da una diagnosi” di Egle Barocco, storica volontaria della Lilt e figura di straordinaria umanità, accompagnata dal chirurgo toracico Giovanni Donati e dallo psicologo Alessandro Fusaro che ha moderato l’incontro. Il racconto di Egle Barocco non è solo la cronaca di un percorso di malattia. È un atto di generosità. È la trasformazione del dolore in qualcosa che può essere utile agli altri. È, in fondo, la stessa logica che anima il gesto del donare sangue: partire da una condizione personale di salute, di consapevolezza, di desiderio di fare la propria parte – e restituirla alla comunità sotto forma di aiuto concreto.

In “Diario semiserio da una diagnosi” c’è tutto ciò in cui l’Avis crede: la forza della condivisione, il valore della normalità, l’importanza di prendersi cura l’uno dell’altro senza clamori, con dignità e rispetto. Egle Barocco scrive con naturalezza: mettendo al centro la persona, non la malattia; la vita, non la paura. «Per noi, sostenere questo evento ha significato ribadire che la cultura del dono non si ferma alla sacca di sangue: dichiara Ingrid Brédy consigliera dell’Avis di Gressan e dell’Avis nazionale – è un modo di essere, un atteggiamento, una scelta quotidiana. Donare può significare anche raccontare la propria esperienza per tendere una mano a chi sta affrontando un momento difficile. E questo Egle l’ha fatto con straordinaria grazia. Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile la serata, in particolare l’autrice Egle, la Lilt, la Biblioteca di Gressan, il Comune di Jovençan e i tanti intervenuti. Siamo convinti che momenti come questi siano fondamentali per costruire una comunità più consapevole, empatica e unita».