SAINT-MARCEL (qdn) Rete Ferroviaria Italiana, il Comune di Saint-Marcel e l’Assessorato regionale dei Trasporti hanno in questi giorni espresso rassicurazioni sul fatto che si cercherà di fare in modo che i lavori per l’elettrificazione della linea ferroviaria impattino nel modo minore possibile sulle proprietà dei coniugi di Saint-Marcel Sabrina Poli ed Edy Nizelli. Proprio questi ultimi avevano denunciato la situazione in una lettera nei giorni scorsi.
«Scriviamo per segnalare una questione di grande rilevanza, perché esemplare dei diritti dei cittadini, riguardante i lavori di elettrificazione della rete ferroviaria nella nostra regione, in particolare nel Comune di Saint-Marcel – si legge nel testo della lettera –. Da sedici anni viviamo in quella che viene definita “zona industriale”, proprio di fronte alla vecchia stazione ferroviaria, ormai dismessa. La nostra abitazione è l’unica presente in un’area da tempo dimenticata dall’Amministrazione comunale: i terreni adiacenti, occupati da vecchi magazzini, sono da anni abbandonati, in attesa di interventi di pulizia e bonifica mai realizzati.
Lo scorso anno abbiamo ricevuto una comunicazione relativa all’esproprio e all’occupazione temporanea di una porzione del nostro terreno, pertinenza diretta della nostra abitazione. Abbiamo immediatamente chiesto un incontro con l’allora sindaco per comprendere le ragioni di tale scelta. Da quel momento, però, le domande sono aumentate più delle risposte.
Perché, in una zona circondata esclusivamente da terreni abbandonati, si è deciso di far passare la strada di servizio e di depositare i materiali di cantiere proprio nel nostro frutteto e nel nostro prato? Perché è stata richiesta una modifica progettuale che ha aumentato disagi e costi, rendendo necessario lo spostamento di un palo di elettrificazione e persino di un oleodotto? Perché è stata approvata una variante che impone l’innalzamento di circa due metri dei muri che costeggiano il nostro terreno, lasciando, a fine lavori, una strada con una pendenza considerevole per colmare il dislivello tra il ponte e il piano della stazione? Perché non lasciare le infrastrutture dove si trovavano? E, se uno spostamento era davvero inevitabile, perché non utilizzare integralmente le vaste aree dismesse circostanti?».
«Ciò che resta oggi – prosegue la lettera di Sabrina Poli ed Edy Nizelli – è un profondo senso di amarezza, rabbia e delusione, soprattutto dopo aver appreso che la richiesta di tali modifiche è partita proprio da chi avrebbe dovuto tutelare i nostri interessi, aggravando inutilmente costi e impatti. Amarezza che si rinnova nel constatare che l’attuale Amministrazione dichiara di non potere – o non volere – intervenire su decisioni assunte in modo tanto superficiale dalla precedente.
In questi anni abbiamo piantato e potato alberi, seminato e curato il prato, dedicando fine settimana, tempo ed energie per costruire quello che per noi è un piccolo angolo di paradiso: un luogo che ci fa stare bene, dove accogliamo gli amici, dove semplicemente viviamo. Chiediamo che questa vicenda non venga liquidata come un inevitabile effetto collaterale del “progresso”. Il progresso non dovrebbe mai passare sopra le persone, soprattutto quando esistono alternative evidenti, meno costose e meno distruttive. Auspichiamo che, dando voce a questa situazione, si possa finalmente riaprire una riflessione seria sul rispetto dei cittadini e del loro diritto a non subire decisioni incomprensibili e sproporzionate, per noi dolorose».
Nelle ultime ore da più parti si è espressa solidarietà alla coppia ed è stato assicurato che si farà tutto il possibile per limitare i loro disagi.
«Martedì mattina io e l’assessore comunale Manuela Zublena abbiamo incontrato l’assessore regionale ai Trasporti Luigi Bertschy e nel pomeriggio i privati interessati dalla questione – spiega il sindaco di Saint-Marcel Gianni Champion –. Sia noi come Amministrazione comunale che l’ufficio tecnico siamo nuovi, ma siamo subito intervenuti per quanto ci era ancora possibile fare. Anche da parte dell’assessore Bertschy c’è stata grande comprensione: ha assicurato che i privati non saranno lasciati soli. Un ulteriore rifacimento del progetto ormai non è più possibile, ma si è espresso l’auspicio che la Commissione delle Ferrovie, che si riunirà mercoledì 7 gennaio, accolga una variante che riduca l’impatto dell’intervento. Le Ferrovie si sono dimostrate molto disponibili e celeri nell’affrontare la questione».
«Il responsabile dei lavori per conto delle Ferrovie, che è stato estremamente comprensivo e disponibile, ci ha prospettato la possibilità di fare approvare una variante del progetto che sostituisca il previsto basamento, che avrebbe invaso praticamente tutto il nostro frutteto, con dei micropali», spiega Sabrina Poli.
Il muraglione e i relativi disagi rimarranno, ma l’impatto del cantiere verrà ridotto il più possibile.

