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Nella serata di domenica scorsa, 6 luglio, si è svolto il grande concerto che ha chiuso la settimana di masterclass per fiati iniziata martedì

Il Nus Festival ha tenuto a battesimo l’auditorium restaurato. Il sindaco Camillo Rosset: “Un ’acustica unica in tutta la Valle”

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NUS (mye) La musica ha riempito l’auditorium comunale di Nus nella serata di domenica scorsa, 6 luglio, per il concerto del Nus Festival, che ha chiuso la settimana di masterclass per fiati iniziata martedì 1° luglio. L’orchestra del Festival è stata diretta dai partecipanti al corso di direzione, condotto dal maestro Andrea Loss, con la partecipazione speciale del maestro ospite Filippo Cangiamila, direttore della Banda musicale dell’Esercito Italiano.

Per la prova finale si sono alternati nella direzione Jean Contoz, Simone Berghino, Liam Chhin, Simone Giardina, Erja Nicod, Claudio Ratti e Francesca Zingaro. Una particolarità dell’evento, che porta la firma del direttore artistico Livio Barsotti, è stata la presenza alle prove e al concerto del compositore cagliaritano Lorenzo Pusceddu, di cui sono stati proposti in concerto i brani “Planus arche”, il pregevole “Concertino per sax (solista Gioele Liparoti) e il “Tango de Fuego”.

Particolare è stato anche il “Latin tuba” di Mario Burki, interpretato dal solista André Contoz. «Il nostro auditorium è nato per la musica – commenta il sindaco di Nus Camillo Rosset, che con l’occasione ha annunciato la conclusione dei lavori di ristrutturazione. È costruito in modo da valorizzare il suono e, proprio per preservare questa caratteristica della sala, abbiamo adottato alcuni accorgimenti nell’apportare le migliorie necessarie».

I lavori dell’auditorium
Dopo circa 7 anni e oltre 500mila euro, l’auditorium della Maison communale di Nus si presenta rinnovato: sono stati sistemati l’impianto di riscaldamento e di aerazione, l’illuminazione, rifatti il tetto e il palco. «Il tetto non era coibentato e aveva delle perdite – spiega Camillo Rosset – ed ha quindi richiesto un intervento consistente. Anche il palco non era nato con l’aspetto strutturale che serviva. Poggiava su una sorta di ponteggio, mentre ora è sostenuto dal cemento armato e offre una superficie di 117 metri quadri».

Ci sarebbe anche un altro progetto, che riguarda la platea. «Ci sarebbe piaciuta una soluzione in cui le sedute della platea si potessero togliere per farla diventare, secondo necessità, una Salle des fêtes. – aggiunge il Sindaco – Questo, però, avrebbe influito sull’acustica della sala che, ci hanno confermato gli esperti, è unica in Valle d’Aosta. Non potendo toccare poltroncine e tendaggi, che concorrono alla bellezza dell’ascolto, per ora le abbiamo lasciate così. Abbiamo però da parte un preventivo, nel caso in cui ci fossero un giorno le disponibilità finanziarie, per alzare di circa 50 centimetri il pavimento della platea e fare in modo che le sedute diventino a scomparsa, offrendo nuove possibilità di utilizzo come salone. Inoltre, alzando la pavimentazione, diminuirebbe lo scarto con il palco, che al momento, per le caratteristiche strutturali della sala, risulta un po’ alto per una buona visuale dalle prime file, mentre si vede molto bene il palco dalla galleria».

La futura gestione
La musica resta una vocazione dell’auditorium e il sindaco Camillo Rosset pensa ad un futuro coinvolgimento all’interno della Saison culturelle. «Nell’ultimo periodo finalmente si comincia a ragionare su un programma della Saison non solo “Aostacentrico”, portando per esempio concerti anche ad Aymavilles. – sottolinea – Mi auguro che possa essere di buon auspicio perché, dal punto di vista acustico, l’auditorium è la sala più interessante della Valle per la musica classica».

A breve sarà pubblicato un bando per la gestione dell’auditorium. «Abbiamo in progetto l’assegnazione della sala in comodato d’uso gratuito per 6 anni – annuncia il sindaco Camillo Rosset – mentre saranno a carico dei gestori le utenze e la gestione dell’auditorium. Ci auguriamo che il bando possa far avviare un “project financing”, sempre nel rispetto del principio della sussidiarietà, pubblicità, trasparenza e partecipazione. Pensiamo a soggetti senza scopo di lucro, associazioni o gruppi che si mettono assieme e organizzano eventi, dal momento che sul territorio ce ne sono molti».