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Storia incredibile di destini inseparabili: entrambi di origini calabresi, si sono spenti per la stessa malattia

Sposati da 63 anni, mancati a 21 ore di distanza. A Gressan l’addio a Santo Verduci e Franca Nato

Ingrandisci la foto: Francesca - per tutti Franca - Nato e Santo Verduci: si erano sposati nel mese di gennaio del 1962 e sono mancati a poche ore di distanza: sabato 16 agosto lui e domenica 17 lei, nella loro casa di Gressan
Francesca - per tutti Franca - Nato e Santo Verduci: si erano sposati nel mese di gennaio del 1962 e sono mancati a poche ore di distanza: sabato 16 agosto lui e domenica 17 lei, nella loro casa di Gressan
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GRESSAN (qdn) Alcune persone sono davvero legate insieme dal destino. Non si possono spiegare altrimenti le vite di Santo Verduci e di Franca Nato che – uniti da oltre 63 anni di matrimonio – si sono spenti a poche ore di distanza l’uno dall’altra nella loro casa di Champlan Dessous, a Gressan: lui alle 6 del mattino di sabato scorso, 16 agosto, e lei 21 ore dopo, alle 3 di notte di domenica 17. Come se, dopo tutta un’esistenza condivisa, non potessero vivere separatamente.

Santo Verduci aveva 90 anni, 6 più di Franca. Era nato il 14 aprile del 1935 a Montebello Ionico, in Calabria, regione di cui anche lei era originaria, anche se – all’anagrafe Francesca – era nata a Châtillon il 23 maggio del 1941.

Si erano conosciuti in Valle d’Aosta, dove Santo si trasferì all’età di 27 anni: si sono sposati nel mese di gennaio del 1962 e hanno poi sempre vissuto tra Aosta e Sarre. Proprio a Sarre Franca ha gestito a lungo un salone di parrucchiera, molto apprezzata dalle sue clienti, mentre lui per tutta la vita ha svolto il mestiere di muratore, coltivando al tempo stesso con passione l’orto e una piccola vigna.

La loro famiglia si era allargata negli anni: nel 1962 con la nascita del primo figlio Fortunato e nel 1969 con quella di Erminio. Due grandi gioie intervallate da un dolore, quello dei loro due bimbi gemelli – Roberto ed Erminio – morti nel 1965 solo 8 ore dopo la nascita.

Sempre insieme, nel 1992 avevano concepito l’idea di lanciarsi in una nuova avventura, quella di trasferirsi in Pennsylvania, negli Stati Uniti, dove viveva Antonio, il fratello di Santo. Dopo pochi mesi, però, tornarono in Valle d’Aosta, andando a vivere a Gressan: troppo grande l’ostacolo di una lingua così diversa, in un paese tanto lontano.

Tutti li ricordano come due persone buone e di cuore. «Mio papà era Santo di nome e di fatto. – dice il figlio Fortunato – E chiunque conoscesse la mamma ne può testimoniare la generosità: anche quando era ormai in pensione, andava nelle microcomunità a fare gratis i capelli alle signore anziane».

La loro generosità è stata ripagata dalla famiglia che li ha accuditi con amore, nella loro casa, fino all’ultimo, con il prezioso aiuto della dottoressa Maria Grazia Brunero, dell’infermiera Sabina Marchet e di tutto lo staff della Lilt. Entrambi, infatti, negli ultimi anni avevano dovuto fare i conti con la stessa malattia, un tumore alla vescica.

Un solo funerale per entrambi è stato celebrato nel primo pomeriggio di lunedì scorso, 18 agosto, nella chiesa parrocchiale di Santo Stefano a Gressan.

Santo Verduci e Franca Nato lasciano i figli Fortunato con la moglie Daniela Gerbore ed Erminio con la moglie Antonietta Polimeni; i nipoti Roberto con la moglie Annalisa Barisonzo e Francesca con il marito Vito Dilena; i bisnipoti Andrea, Simone e Federico Dilena e Ginevra Verduci.