CHÂTILLON (mes) Una folla commossa ha partecipato lunedì scorso, 1° dicembre, nella chiesa parrocchiale di Châtillon alle esequie dell’ingegnere Pietro Mauro Camos, 74enne, conosciuto da tutti con il nome di Piermario. Era nato a Saint-Vincent il 14 marzo 1951; figlio unico, aveva perso il papà a soli 12 anni vittima di un incidente sul lavoro, un evento che lo ha segnato per tutta la vita. Dopo aver conseguito il diploma di perito tecnico all’Istituto Spagnesi di Torino e la laurea in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino, dal 1971, per ben 23 anni è stato insegnante di elettronica ed elettrotecnica all’Ipr di Verrès, nelle classi quarte e quinte, contribuendo alla formazione di numerosi ingegneri, tecnici elettrici – ora impiegati in Deval, Cva e Telecom – ed elettricisti.
Malato da tempo, lo storico ingegnere della Media Valle si muoveva tra Châtillon, dove risiedeva, e Saint-Vincent, sede del suo studio tecnico. Autonomista convinto, dal 1975 al 2000 e dal 2010 al 2015 ha seduto sui banchi del Consiglio comunale di Saint-Vincent, ricoprendo la carica di assessore dal 1980 al 1985, facendo parte della Commissione edilizia comunale e delle commissioni per l’aggiornamento del Piano regolatore. Dal 1979 ha svolto la libera professione di ingegnere, occupandosi di numerose progettazioni e direzione di lavori in tutta la Valle d’Aosta. Tra le più significative: il Foyer de Fond e il bocciodromo di Brusson, la Torre delle Comunicazioni, attuale sede dell’Inva all’Autoporto, la centrale idroelettrica di Clavalité a Fénis. Attualmente stava seguendo la realizzazione della nuova scuola di Issogne.
Amante della viticoltura, aveva reimpiantato vigneti tra Châtillon e Saint-Vincent che ha coltivato con passione anche in quest ’ultimo anno, conferendo le uve a La Crotta di Vegneron di Chambave.
Lascia la moglie Rosita Gorret, insegnante anche lei, i figli Erik, pure ingegnere, e Robert, medico di famiglia a Verrès. Malato da alcuni anni, Piermario Camos ha affrontato l’ultimo periodo combattendo con coraggio. I funerali sono stati concelebrati da don Ugo Reggiani, don Daniele Frimaire e don Lorenzo Sacchi. Al termine, il figlio Erik ha ringraziato i presenti per la grande manifestazione di stima e di affetto ricevuta nei confronti del papà Piermario.

