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Una panchina gigante per Gressan nei vigneti dell’azienda Bisson

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La panchina gigante collocata nei giorni scorsi a Gressan
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GRESSAN (qdn) Una nuova “panchina gigante” per ammirare da una prospettiva insolita il territorio della Valle d’Aosta. L’iniziativa è dell’azienda agricola Bisson di Gressan che proprio nei giorni scorsi ha collocato il grande manufatto – di colore giallo e nero – in località Chanté, a Chevrot di Gressan, proprio lungo il percorso della tappa numero 18 del Cammino Balteo: si tratta della numero 407 tra le “big bench” italiane. Il punto è stato scelto pensando a un luogo privilegiato da cui si possano ammirare alcuni degli aspetti più peculiari della nostra regione: le montagne dal Rutor al Grand Combin e alla Becca di Viou, la sua agricoltura e l’intera città di Aosta.

«Naturalmente l’idea è quella di far conoscere e valorizzare la nostra azienda e, con essa, l’intera Valle d’Aosta. – spiega Luciano Bisson Dalla panchina si vedono tutti i nostri 10 ettari di vigneti e meleti». A questo proposito, proprio sotto la panchina è stato predisposto a vigneto un altro ettaro di terreno, dove verranno piantate nel prossimo autunno viti di Chardonnay (per produrre lo spumante “Enchanté” dell’azienda) e Pinot Nero.

«La panchina è stata materialmente realizzata dall’azienda Chenevier e dal fabbro Remo Borbey di Charvensod, mentre noi abbiamo provveduto a verniciarla. prosegue Luciano Bisson Abbiamo scelto il colore giallo perché spiccasse in mezzo al verde e si vedesse da lontano. La panchina è già accessibile, anche se il timbro sarà disponibile nella nostra azienda solo dalla metà del mese di maggio. L’inaugurazione ufficiale, invece, prevediamo di farla tra settembre e ottobre».

Nell’azienda Bisson è anche attiva la prima fattoria sociale iscritta all’albo delle fattorie sociali della Valle d’Aosta, in partnership con la cooperativa Montessori in Valle, che ha collaborato anche all’iniziativa della “big bench”.

«Il messaggio è che non si può parlare di agricoltura se non si parla anche di territorio e di turismo, tutto è collegato. – riflette Monia Rutigliani, moglie di Luciano Bisson e presidente della cooperativa Montessori in Valle – E la parte educativa è strettamente connessa: anche noi, con la nostra attività, contribuiamo a promuovere la conoscenza di una modalità nuova di parlare di agricoltura. A creare un’identità ecologica a partire da quello che mangio e da come vivo la natura, avendone rispetto attraverso la coltivazione. Per questo progetto abbiamo fatto rete e, quando lo fai, ogni messaggio si amplifica».