SAINT-DENIS (qdn) Un ’alleanza tra Comuni per promuovere il turismo culturale legato ai processi per stregoneria. Domenica scorsa, 9 novembre, il sindaco di Saint-Denis Guido Théodule e la vice sindaca Rosy Falletti hanno partecipato a un evento a tema organizzato nel Comune piemontese di Levone. Proprio con Levone esiste già una partnership legata a un progetto dei piemontesi per la realizzazione di un lungometraggio sulla stregoneria, finanziato dalla Compagnia di San Paolo.
«Da venerdì 7 a domenica 9 a Levone è stata organizzata una “tre giorni” a cui hanno preso parte anche i Comuni di Rifreddo, in provincia di Cuneo, e di Miagliano, vicino a Biella» spiega Rosy Falletti. Sono tutti luoghi accomunati dall’aver fatto da sfondo a processi per stregoneria la cui memoria è arrivata fino a noi. Ora – sulla spinta dell’interesse del pubblico per queste vicende – tra questi paesi si sta formando una “rete”, un’alleanza da sviluppare dal punto di vista turistico.
«Anche noi abbiamo storie di processi a persone accusate di stregoneria, eventi che dal primo quarto del Quattrocento in Valle d’Aosta hanno coinvolto donne e pure alcuni uomini. – ricorda Rosy Falletti – Processi che hanno avuto luogo anche nella signoria di Cly, alcuni sono stati celebrati proprio all’interno delle sale del nostro castello. Non solo: per un periodo il mastio centrale perse la sua funzione di punto di osservazione e divenne una prigione in cui sono state rinchiuse alcune persone che hanno subito questi processi. La figura a cui siamo più affezionati è quella di Johanneta Cauda che nel 1428 subì il processo e poi il rogo sulla piazza di Chambave».
La partecipazione di Saint-Denis all’evento di Levone ha fornito l’occasione per stringere legami con le amministrazioni dei paesi caratterizzati da vicende analoghe e di presentare Saint-Denis e la sua storia. «L’intento è quello di creare una rete perché l’argomento suscita interesse e può diventare un atout dal punto di vista turistico-culturale. – aggiunge Rosy Falletti – Ci tengo a sottolineare come queste vicende non debbano essere relegate a folklore ma rappresentano storie drammatiche e ci devono far riflettere su come l’uomo abbia sempre avuto la tendenza a cercare dei capri espiatori su cui scaricare le colpe più diverse».
