AOSTA (den) Mercoledì scorso, 26 marzo, nella chiesa di Maria Immacolata ad Aosta si è svolta la terza stazione quaresimale. A presiedere la messa il vescovo di Aosta monsignor Franco Lovignana con numerosi sacerdoti e diaconi. Dopo il canto d’ingresso da parte della corale parrocchiale che ha animato la liturgia, il parroco di Maria Immacolata padre Gregorio Glabas ha detto: «Continua il nostro pellegrinaggio quaresimale attraverso le chiese della nostra città. Oggi la comunità del santuario di Maria Immacolata è onorata e contenta di poter ospitare sua Eccellenza e confratelli cristiani della città di Aosta. Continueremo il nostro percorso attraverso la santa messa dopo la quale, come al solito, ci sarà un tempo di adorazione eucaristica».
Il Vescovo di Aosta ha poi replicato: «Grazie padre Gregorio, siamo arrivati alla terza tappa del nostro pellegrinaggio insieme e ci mettiamo alla presenza del Signore. Si uniscono a noi raccolti anche altri fratelli e sorelle, che pregano con noi attraverso la radio e anche loro si sentano accolti. Tutti insieme portiamo al Signore le nostre intenzioni e quelle delle nostre famiglie, delle nostre comunità. Preghiamo per la pace nel mondo, preghiamo per papa Francesco e insieme chiediamo perdono dei nostri peccati alla misericordia di Dio».
Nell’omelia il vescovo partendo dal vangelo di Giovanni si è soffermato sull’incontro di Gesù con la donna samaritana presso il pozzo di Giacobbe a Sicar: «Il pellegrinaggio verso la speranza che stanno compiendo le parrocchie cittadine si concentra oggi sull’incontro di Gesù con la Samaritana. Il dialogo con Gesù fa venire a galla le attese che la donna porta nel cuore. Gesù le fa maturare fino ad aprirle alla fede: Che sia lui il Cristo? Non dobbiamo temere di far entrare Gesù nel mondo dei nostri bisogni concreti. Nel Padre Nostro ci insegna a chiedere il pane quotidiano. Chiedere a Dio ciò di cui abbiamo bisogno per vivere – dalle cose materiali alla salute – ci apre alla fiducia nel Padre Celeste che sa donare cose buone ai suoi figli, ridimensiona la presunta onnipotenza di un’umanità tecnologicamente avanzata, ci insegna a non dare nulla per scontato, ci fa riscoprire la bellezza di aprire le mani per ricevere e ci impegna a essere per altre persone segno della Provvidenza divina con la nostra carità».
La Samaritana, interpellata da Gesù, dice: «Io non ho marito». «Gesù – ha proseguito monsignor Franco Lovignana – tocca anche questo livello profondo della vita della donna, perché sa che amare ed essere amati sono come l’aria per il cuore dell’uomo creato a immagine di Dio. Lui stesso ha vissuto con intensità l’amicizia e ha fatto dell’amore sponsale un sacramento. Il mondo degli affetti, con la sua carica di vita, di gioia e di sofferenza, non è staccato dalla nostra relazione con Dio, non lo viviamo da soli, ma vi ritroviamo la presenza del Signore che ha vissuto tutti gli stadi dell’amore umano dalla gioia della condivisione fino alla sofferenza del tradimento e dell’abbandono. Nella donna si manifesta anche un’attesa religiosa». «Desidera – ha spiegato il Vescovo – conoscere la via attraverso la quale vivere il suo rapporto con Dio. E proprio a lei Gesù destina una delle sue grandi rivelazioni: Viene l’ora… in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità… Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità».
La prossima e quarta stazione quaresimale sarà celebrata mercoledì prossimo, 2 aprile, nella chiesa parrocchiale di Sant’Orso.
Ernesto Desandré

