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Compie ottant’anni il gruppo scout Aosta 1. Un viaggio che ha coinvolto tanti valdostani

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AOSTA (fci) Compie 80 anni il gruppo scout Aosta 1, che ha sede accanto al Cinéma Théâtre de la Ville in rue Xavier de Maistre.

Una storia eroica

Il gruppo scout Aosta 1 è nato nel 1946: fra i primi gruppi scout in Italia, ha accompagnato generazioni di bambini e ragazzi valdostani in un percorso educativo fatto di vita all’aperto, responsabilità, spirito di comunità e servizio.

In questi decenni centinaia di giovani sono passati dal Branco dei Lupetti al Reparto di Scout e Guide, fino al Clan dei Rover e delle Scolte, vivendo un’esperienza che mette al centro la crescita personale. È una proposta educativa che affida grande valore al gioco, alla natura, all’autonomia, al lavoro di squadra e alla capacità di mettersi a disposizione degli altri.

Tra i nomi che hanno segnato la storia del gruppo restano quelli di Angelo Nale, tra i fondatori, di Franco Zilio storico Akela del Branco, di Piero Gerbelle a lungo capo reparto e capo gruppo, e di Maité Gerbelle, ancora oggi attiva nel servizio educativo. Attorno a queste figure, e a molte altre meno note ma altrettanto importanti, si è costruita una comunità che ha lasciato un segno profondo nella vita di tante famiglie valdostane.

Uno dei tratti più caratteristici dell’Aosta 1 è sempre stato il legame con la montagna. Le attività invernali, entrate a far parte della tradizione del gruppo, raccontano bene questo rapporto con il territorio: dai campi invernali durante le vacanze di Natale alle giornate sulla neve, fra igloo, ciaspole, sci da fondo, slittini e cucina alla trappeur. Restano vivi nel ricordo i primi, quasi eroici, campi all’eremo di San Grato, in cui l’acqua si otteneva sciogliendo la neve e la luce era affidata alle lampade a gas.

A suggellare questo legame con la montagna, la Comunità capi collocò sul Monte Emilius una prima statua della Madonna in marmo nel 1954. Distrutta, venne sostituita nel 1959 da una madonnina in legno, poi rimossa a causa delle intemperie e tuttora conservata nella sede dell’Aosta 1. Nel 1995, in occasione del cinquantesimo anniversario del gruppo, fu infine collocata l’attuale statua in acciaio inox.

Durante l’anno scout non sono mai mancati gli appuntamenti simbolici, come la festa di San Giorgio, che riunisce i ragazzi per un fine settimana in tenda. Nel tempo questa ricorrenza ha assunto forme diverse e creative: ambientazioni nei castelli valdostani, tornei cavallereschi con armature di cartone costruite dai ragazzi, prove di abilità, messaggi in codice Morse trasmessi da un castello all’altro, gare su trampoli di legno.

L’estate, poi, è da sempre il cuore dell’esperienza scout. I campi estivi vedono i ragazzi vivere per giorni immersi nella natura, dormire in tenda, costruire con pali e corde le strutture del campo, cucinare sul fuoco, condividere giochi, veglie e bivacchi. Per i più piccoli ci sono le Vacanze di Branco, mentre per i più grandi la route diventa occasione di cammino, essenzialità e fraternità. Dai primi campi in Valle d’Aosta fino a quelli in Francia, in Olanda e in Svizzera al Centro scout internazionale di Kandersteg, l’Aosta 1 ha sempre coniugato il radicamento locale con un orizzonte più ampio.

Questa apertura si è espressa anche nella partecipazione a grandi appuntamenti internazionali, come il Jamboree svolto a Lillehammer, in Norvegia nel 1975, e negli incontri del Trêfle de l’amitié, che tra gli anni Ottanta e Novanta hanno fatto incontrare scout della Valle d’Aosta, del Vallese e della Savoia nel segno dell’amicizia oltre confine.

Ma la storia dell’Aosta 1 non è fatta soltanto di avventura. È fatta anche di manualità e di servizio. Nel periodo della Fiera di Sant’Orso, piccoli e grandi sperimentano e affinano diverse tecniche manuali, dalla lavorazione del legno e del cuoio al cucito e alla pittura, preparando insieme gli oggetti e i giocattoli da presentare alla fiera.

E proprio dallo spirito scout dell’«essere preparati» nacque nel 1948 la corsa Aosta-Excenex, pensata come allenamento per eventuali interventi di soccorso alpino e divenuta nel tempo una tradizione ancora viva.

In questo stesso spirito di servizio, i ragazzi del Clan e i capi hanno offerto il loro aiuto in occasione di emergenze e calamità: dall’incendio della Cidac nel 1961, all’alluvione di Rocchetta Tanaro nel 1994, fino all’alluvione di Pollein nel 2000 e, nel 2010, all’esperienza in Abruzzo a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto.

In fondo, il senso di questi 80 anni sta forse tutto qui: in un’esperienza capace di far crescere persone autonome e solidali, di insegnare il valore della fatica e della semplicità, di educare al rispetto della natura e alla responsabilità verso gli altri. Per molti valdostani l’Aosta 1 è stato un luogo di amicizie durature, di scoperte, di prove affrontate insieme. E, soprattutto, una scuola di vita che continua ancora oggi a rinnovarsi, senza perdere il legame con le proprie radici.

Si festeggia di corsa

Gli appuntamenti organizzati per la ricorrenza sono stati inaugurati dalla tradizionale corsa Aosta-Excenex, domenica 22 marzo. La partenza era in via dei Cappuccini, accanto all’Istituto San Giuseppe, mentre l’arrivo davanti alla chiesa di Excenex: una tradizione molto sentita per il gruppo.

La prima edizione risale infatti al 1948. Nacque da un’idea dei ragazzi e delle squadriglie di allora, che volevano proporre un’attività capace di coinvolgere tutti. Nel 1959 la corsa assunse anche un importante valore commemorativo. Dopo la scomparsa di Ferruccio Turon, ragazzo della Squadriglia Cervi, morto a soli 19 anni a causa della leucemia, si decise di dedicare a lui la corsa. In quell’occasione nacque il Trofeo Ferruccio Turon, che ancora oggi viene consegnato alla squadriglia vincitrice.

Per l’edizione 2026 la squadriglia con il miglior tempo è stata quella dei Puma.

I 3 concorrenti più veloci sono invece stati Filippo Clermont in 22’59”, Lorenzo Gambino con 23’29” e Sami Sowes, l’animatore spirituale del gruppo, in 23’38”.

Resta imbattuto il miglior tempo della corsa, segnato da Pietro Martinet nelle primissime edizioni: 19’36”.

I prossimi appuntamenti e le attività organizzate per celebrare gli 80 anni del gruppo si terranno a settembre.