Parrocchie

Gli angioletti, il perfido re Erode, i Magi e anche un cammello. Domenica scorsa il bellissimo presepe vivente all’Immacolata

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AOSTA (den) Domenica scorsa, 5 gennaio, alle 18 nella chiesa di Maria Immacolata ad Aosta, durante la Messa prefestiva dell’Epifania è andata in scena la tradizionale rappresentazione del presepio vivente.

Il parroco padre Gregorio Glabas ha presieduto la messa con padre Marcello Sgarbossa, con padre Palmiro Delalio, con padre Gian Paolo Gugliotta, con il diacono Roberto Cerise, e prima d’iniziare il rito ha detto: «Nella solennità dell’Epifania, che significa svelamento, in questa chiesa giubilare, ancora una volta il Signore vuole rivelarci sé stesso, ma penso che vuole anche toccarci col suo messaggio e scoprire quello che nella nostra vita è già avvenuto, seminato da lui nei nostri cuori».

La corale parrocchiale ha animato la solenne liturgia con diversi canti natalizi. Dopo una breve introduzione del celebrante al presepio vivente, al canto di «Venite fedeli», si è aperta la porta della sacrestia e nel santuario bello, luminoso e gremito come nelle grandi festività è apparsa la carovana dei figuranti: gli angioletti, il perfido re Erode, che teme la nascita di Gesù, re dei Giudei, i pastorelli con gli agnellini, i Magi arrivati a Betlemme seguendo la stella che avevano visto, Maria e Giuseppe, e a chiudere il corteo un cammello: avviati verso la povera capanna allestita a fianco dell’altare, dove nascerà il Salvatore e alla cui sommità spiccano le parole «Gloria in excelsis Deo».

È seguita una breve omelia in cui il celebrante ha sottolineato che «in questo presepio vivente erano presenti, un po’ dietro le quinte, le persone che hanno visto nascere questa parrocchia, erano presenti coloro che hanno preparato le decorazioni e i tessuti molti anni fa, e coloro che per la prima volta, oggi pomeriggio, ci hanno aiutato a mettere questi mezzi insieme, hanno udito lo stesso vangelo, lo stesso racconto, sembrano le stesse parole dell’anno scorso, ma che possono risuonare dentro di noi in una maniera forte» e infine ha augurato «di poter riconoscere ogni giorno Gesù Cristo, che si manifesta nella nostra vita anche attraverso le cose semplici, soprattutto la presenza delle persone che condividono la nostra vita e quelle che incontriamo ogni giorno».

Dopo il Credo il diacono Roberto Cerise ha letto le intenzioni di preghiera: per la Chiesa, per quanti studiano assiduamente le Scritture, per tutti coloro che cercano il Signore con cuore sincero, per la comunità di Maria Immacolata, per i defunti. E al termine della messa il parroco padre Gregorio Glabas ha suscitato risate e applausi nell’assemblea, quando ha detto che chi vuole partecipare al prossimo presepio vivente nel santuario di Maria Immacolata deve presentarsi alle prove del 3 e 5 gennaio 2026 alle 14.

Ernesto Desandré