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LA STATUA DI GESÙ BAMBINO DI PRAGA IN VALLE D’AOSTA

La notte dei Santuari con la chiusura del mese mariano a Maria Immacolata

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AOSTA (fci) Oggi sabato 31 maggio, Visitazione della Beata Vergine Maria, nel Santuario di Maria Immacolata ad Aosta si vivrà l’evento “La notte dei Santuari” con la chiusura del mese mariano, che in questo Anno Giubilare sarà arricchito dalla presenza della statua di Gesù Bambino di Praga (foto) proveniente dal Santuario di Arenzano, in provincia di Genova.

La preghiera inizierà alle 20.30 e sarà presieduta dal vescovo monsignor Franco Lovignana. Domenica 1° giugno la statua sarà portata al monastero carmelitane scalze Mater Misericordiae di Quart con la Messa alle 17.30 e veglia di preghiera dalle 20.30; lunedì mattina sempre al monastero, preghiera personale, nel pomeriggio all’Oratorio Valdigne alle 18 preghiera con i ragazzi e benedizione, infine martedì 3 giugno ritorno della statua al monastero.

La statua lignea che si venera nel Santuario di Arenzano è una copia di quella custodita a Praga nella Chiesa Santa Maria della Vittoria. Quella di Arenzano è opera dello scultore fratel Domenico Artesani, della Congregazione Religiosa dei Figli di Maria Immacolata (Pavoniani). Il piccolo Gesù è rivestito di un manto di velluto rosso ricamato in oro. Si tratta della veste liturgica e solenne che l’imperatore indossava nelle cerimonie del Sacro Romano Impero.

Nella mano sinistra tiene una sfera dorata, fasciata e sormontata da una croce. È segno del mondo su cui Cristo esercita la sua potenza divina, in un piano di provvidenza misterioso che non elimina la libertà umana, ma che conduce comunque verso la pienezza del Regno di Dio. Invece, la mano destra, segno della grandezza e forza divina, è raffigurata nell’atto di benedire con le dita incrociate per sottolineare l’unione delle nature di Gesù, quella divina e quella umana.

Ma anche l’unione delle altre tre dita per significare il mistero del Dio Uno e Trino. La corona che tiene sul capo fu modellata appositamente per l’incoronazione del 1924 dall’orefice Codevilla di Genova. Il motivo decorativo, costituito da fiori di giglio simbolo d’innocenza e candore, fu aggiunto in occasione del 50esimo anniversario dell’incoronazione nel 1949.