COGNE (fci) Domani, domenica 28 dicembre, alle 17 nella sala consiliare del Municipio di Cogne vi sarà la presentazione del libro di Giorgio Vassoney «Montanari missionari nel XX secolo. Diari dalle missioni di due fratelli valdostani: Marie Sylvie e Anselme Jeantet» (264 pagine, 15 euro, Le Château edizioni).
Saranno presenti – oltre all’autore – Denis Truc sindaco di Cogne, Barbara Tutino dell’Associazione dei Musei di Cogne e Nicola Alessi, editore.
L’autore, partendo dai diari di missione di due fratelli valdostani, soeur Césarie, al secolo Marie Sylvie (1873-1952) e fratel Anselmo, Anselme Jeantet (1877-1953), racconta la vita e gli intrecci di due famiglie originarie di Cogne, trasferitesi a Sarre tra il XIX e il XX secolo. Marie Sylvie e Anselme sono rispettivamente l’ottava e l’ultimo dei dieci figli di Pierre César Jeantet e Cécile Philomène Victorine Guichardaz, che possiedono ad Arensod di Sarre delle proprietà adiacenti a quelle dei Perret, scesi a Sarre con le loto figlie. Una di queste, Marine, si unirà in matrimonio con Anselme dopo il ritorno dall’ultimo dei suoi viaggi in Africa; un’unione casta che durerà fino alla sua prematura scomparsa, un anno dopo la morte della sorella, suora di San Giuseppe, partita prima di lui per una missione in India e mai più rientrata. La scrittura poetica del diario e delle lettere, animata dalla forte passione religiosa della giovane, il diario minimalista di lui, artigiano strappato alla montagna, che descrive gli usi e i costumi dei Kikuyu, un popolo africano allora sconosciuto, ci restituiscono un quadro sull’espansione della cultura occidentale in continenti lontani dall’Europa e dell’epopea delle centinaia di missionari e suore che nel secolo scorso si sono sacrificati onestamente per l’emancipazione di popolazioni lontane. La meticolosa ricerca di Giorgio Vassoney permette di addentrarci anche nella vita interiore dei protagonisti e in quella dei loro luoghi di origine, una società contadina di montagna da cui i due giovani trassero ispirazione e vocazione, e che aveva nel lavoro il suo principale compimento e nella religione le sue fondamenta.

