AOSTA (den) Sabato scorso 31 maggio, memoria liturgica della Visitazione della Beata Vergine Maria, nel santuario di Maria Immacolata si è svolta la chiusura del mese mariano, con la presenza della preziosa immagine rappresentante Gesù Bambino, vestito da Re, venerata nel Santuario di Arenzano. Gesù Bambino già nella sua infanzia si è trovato ad essere pellegrino in Egitto per sfuggire alla furia di Erode e poi ancora a Nazareth e a Gerusalemme. Aveva già fatto un primo viaggio dal suo Cielo in terra, facendosi uno di noi e prendendo la nostra carne. Essere pellegrino è parte integrante della missione di Gesù che sulla terra non ha dove posare il capo.
In questi anni di pellegrinaggio la sua statua ha compiuto numerose grazie in tanti cuori e in tante esistenze segnate da sofferenza o malattia, come anche da sterilità. Numerosi fedeli hanno partecipato alla veglia di preghiera presieduta da mons. Franco Lovignana, davanti alla sacra immagine. Dopo il canto d’inizio Chiamati per nome eseguito dalla corale parrocchiale ha preso la parola il padre carmelitano Renato, per far conoscere le origini della devozione alla statua del Gesù Bambino di Praga.
“Una statua di legno, copia di quella di cera, che misura 47 centimetri e raffigurante un bambino nato da una donna, nato da Maria Vergine, un bambino che rappresenta la regalità di Dio ma anche la tenerezza, la debolezza e venuto per portare la pace. Una statua scolpita nel 1647 che promise a padre Cirillo ”più voi mi onorerete, più io vi favorirò”. Una statua profanata durante una terribile guerra fra cristiani di diverse confessioni, a cui furono mozzate le mani. Una guerra sanguinosa, fratricida che causò tra i 12 e 15 milioni di morti nel 1600 quando non c’erano le armi intelligenti. Una considerazione che si deve fare è quella che non si può avere paura di un Dio Bambino disarmato, che chiede solo di essere amato come fece suor Teresina, la santa del Carmelo di Lisieux. E Papa Leone, fresco di nomina, ci chiede di pregare per il dono della pace con l’intercessione di Maria”.
Al canto Dio con noi, Emmanuel è seguita la recita del Rosario che ha contemplato i misteri della gioia, e ogni decina è stata accompagnata dalla lettura del vangelo secondo Luca e dal canto Magnificat. L’assemblea ha poi recitato le litanie al Nome di Gesù e la preghiera guidata dal vescovo alla statua di Gesù Bambino Pellegrino, seguita dal canto finale O Maria Immacolata.
Dopo aver sostato nel santuario di Maria Immacolata, quest’anno anche chiesa giubilare, la statua di Gesù Bambino Pellegrino ha raggiunto domenica 1 giugno il Monastero Carmelitane Scalze Mater Misericordiae, per la Messa e la veglia di preghiera; lunedì 2 giugno l’Oratorio Valdigne, per la preghiera con i ragazzi e la benedizione; e martedì 3 giugno è tornata al Monastero Carmelitane Scalze Mater Misericordiae, per un tempo di preghiera personale.
Ernesto Desandré


