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Nel santuario di Maria Immacolata la Diocesi ha celebrato la Giornata Mondiale del Malato

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AOSTA (den) Domenica scorsa, 9 febbraio, giorno in cui la Chiesa faceva memoria della festività di Nostra Signora di Lourdes, la Diocesi di Aosta ha celebrato la 33esima Giornata Mondiale del Malato con una Messa nel santuario di Maria Immacolata.

Monsignor Franco Lovignana ha presieduto l’Eucarestia con alcuni sacerdoti e diaconi, alla presenza di una folta assemblea. Mazzi di crisantemi gialli adornavano l’altare, mentre Nella Sergi, Paola Burgay all’organo e un gruppo di parrocchiane animavano la liturgia della V domenica del tempo ordinario.

Prima della Messa don Isidoro Giovinazzo Mercuri, responsabile diocesano della Pastorale del Malato, ha ringraziato il Vescovo che sempre presiede questa celebrazione, le associazioni di promozione della salute e di tutela della vita, le famiglie e i volontari che accompagnano i malati, il santuario dedicato alla Vergine apparsa l’11 febbraio 1858 a Lourdes, gli Oblati di Maria Immacolata che ospitano con generosità questa funzione religiosa mariana.

Il Vescovo nell’omelia si è soffermato sulla figura di Gesù medico che «guarisce e perdona i peccati, perché è Medico dell’anima e del corpo, si prende cura di tutto l’uomo». Ed ha poi concentrato la sua attenzione sul sacramento dell’Unzione degli infermi che «viene amministrato dai sacerdoti a coloro che per malattia o per vecchiaia vedono la propria vita o l’integrità della stessa messa a rischio». Un Sacramento che non viene amministrato in maniera indiscriminata ma che deve essere richiesto responsabilmente dal fedele o dalla sua famiglia e richiede discernimento da parte del ministro.

«Il Catechismo – ha sottolineato ancora monsignor Franco Lovignana nell’omelia – ricorda che l’Unzione degli infermi porta a chi lo riceve un dono particolare dello Spirito Santo come grazia di conforto, di pace e di coraggio per superare le difficoltà proprie dello stato di malattia grave o della fragilità della vecchiaia. La grazia dello Spirito sostiene la fede in Dio e fortifica contro le tentazioni di scoraggiamento e di angoscia. Questa assistenza del Signore vuole portare il malato alla guarigione dell’anima, ma anche a quella del corpo, se tale è la volontà di Dio, e al perdono dei peccati. Il Sacramento dona al malato la forza di fede e carità per unirsi più intimamente alla Passione di Cristo e contribuire così, con l’offerta della vita e delle sofferenze, alla santificazione della Chiesa e al bene di tutti gli uomini. Infine il Sacramento prepara anche il fedele all’ultimo passaggio».

Le intenzioni di preghiera sono state per i Pastori della Chiesa, per la difesa di ogni vita dal sorgere al tramonto, per i malati e per le famiglie toccate dalla sofferenza. Al termine della Messa il Vescovo ha recitato con i fedeli la preghiera per la 33esima Giornata Mondiale del Malato sull’immaginetta che raffigura Gesù e il Buon Samaritano che ci porta sulle spalle, che ci porta nel cuore.

Prima del canto finale del santuario «O Maria Immacolata» e della benedizione il Vescovo ha annunciato che da lunedì 10 febbraio per alcuni giorni una ventina di sacerdoti diocesani parteciperà al pellegrinaggio giubilare a Roma. E’ seguita la merenda consumata nei locali della parrocchia e l’estrazione dei premi della lotteria della solidarietà, che serve per far fronte alle spese dell’Oftal di Aosta e per portare in pellegrinaggio diocesano a Lourdes alcune persone bisognose.

Ernesto Desandré