AOSTA (den) Martedì 6 gennaio, solennità dell’Epifania di Nostro Signore, nel santuario di Maria Immacolata durante la Messa delle 18 è andato in scena il presepio vivente. La celebrazione eucaristica è stata presieduta da padre Maurizio Vella con i confratelli padre Carlo Mattei e padre Giancarlo Todesco. Dopo il canto d’ingresso “Venite fedeli” padre Vella ha salutato i numerosi fedeli: “Oggi è un momento di grande gioia perché il Signore si manifesta apertamente a tutta l’umanità e i Magi rappresentano proprio tutti i popoli. Il Signore si fa vedere, siamo noi che a volte non lo scorgiamo presente nella nostra vita e allora vogliamo chiedere perdono per tutte le nostre superficialità, per le nostre leggerezze nel cercare la sua presenza”.
Prima della proclamazione del vangelo, che parlava della manifestazione di Gesù Cristo al mondo, e mentre il coro parrocchiale diretto da Alessandro Rota animava la preghiera con canti come “Astro del Ciel” e “Minuit Chrétiens”, è iniziato il corteo dei figuranti il presepio: gli angeli che annunciano la nascita del Salvatore, Maria e Giuseppe con Gesù Bambino, il tetrarca Erode seduto sul suo trono, i pastori, i cammellieri con il cammello, i Re Magi, che la tradizione vuole venuti da oriente e guidati a Betlemme dalla stella cometa.
Nell’omelia padre Maurizio Vella ha spiegato: ”Quando si decide d’intraprendere un viaggio si stabilisce un obiettivo, una meta da raggiungere, un luogo in cui andare. Certamente, fare il viaggio può avere la sua bellezza, la bellezza del camminare, del vedere tante cose, però la gioia grande, l’obiettivo è quando si raggiunge la meta. Oggi è un giorno di grande gioia perché i Magi raggiungono la meta, la loro meta che era vedere il Re, il Salvatore del mondo. Per questo hanno seguito una stella, i Magi non conoscevano le Scritture, ma hanno contemplato la natura, le bellezze del creato. Ora tutti noi abbiamo avuto nella nostra vita una stella, una stella che ci ha guidati, accompagnati, perché da soli non si arriva mai a Dio, non si arriva mai a conoscere il Signore. C’è sempre bisogno di una luce, di una stella che ci accompagni. Allora in questa celebrazione vogliamo innanzitutto ringraziare il Signore per tutte le stelle che nella nostra vita ci hanno accompagnato, aiutato, confortato, ci hanno sostenuto nei momenti di difficoltà e aiutato a conoscere, attraverso la loro testimonianza di vita, il Signore”.
La preghiera dei fedeli è stata per il Papa, i vescovi, i presbiteri, i diaconi, i governanti e i responsabili del bene comune, le famiglie cristiane, i poveri, gli oppressi, i peccatori, per la comunità di Maria Immacolata. Dopo una grande partecipazione alla comunione e prima della solenne benedizione e del canto finale, il parroco padre Carlo Mattei ha invitato l’assemblea a fare un forte applauso a tutti i partecipanti al presepio vivente, che è uno spaccato della nostra storia, e soprattutto a quel bambino, così tranquillo, che ha rappresentato il Bambino Gesù, e ha poi ipotizzato la possibilità che dopo il presepio vivente si rappresenti in chiesa nella Settimana Santa la Passione di Nostro Signore.
Ernesto Desandré



