AOSTA (fci) Fratelli d’Italia chiede al presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, di convocare immediatamente i comizi elettorali. «Aspettiamo che questo decreto venga fatto con urgenza perché dobbiamo sciogliere questa incertezza» dichiara il referente valdostano del partito della Meloni, Alberto Zucchi: «Questa situazione è stata creata dalla maggioranza e questo clima di incertezza deve essere affrontato con responsabilità». Alberto Zucchi aggiunge: «Devono essere subito indetti i comizi, noi avremmo così la possibilità di impugnare il decreto e fare decidere al giudice. Ha sbagliato i tempi, non si cambia una legge elettorale pochi mesi prima delle elezioni. Non accettiamo il parere del giurista Testolin, aspettiamo di poterlo fare con giudice terzo». Secondo Alberto Zucchi «manca anche la certezza di come raccogliere le firme per poter partecipare, perché mancano i moduli e la risposta su questo ci è arrivata ora, ma non è chiara, manca anche la data. Non ci sono regole certe per questa partita elettorale, e non è serio. Bisogna permettere l’esercizio democratico delle elezioni. Ma prima della raccolta firme dovrò pure aver l’accettazione delle candidature. Ma dobbiamo sapere come e soprattutto dobbiamo avere una data certa. Non possiamo fare firmare un modulo in bianco».
Uv, tante disponibilità
Intanto prendono forma le liste per la prossima contesa elettorale. In casa Union Valdôtaine le sezioni si stanno riunendo per poi comunicare al Comité Fédéral le varie disponibilità. Che diversamente da quanto avvenuto 5 anni fa, questa volta non mancano e sono sicuramente più dei 35 posti in lista. Innanzitutto hanno confermato la volontà di candidarsi i 10 consiglieri regionali unionisti uscenti: il presidente Renzo Testolin, gli assessori Luigi Bertschy, Giulio Grosjacques, Davide Sapinet, Luciano Caveri e i consiglieri Aurelio Marguerettaz, Corrado Jordan, Erik Lavevaz, Roberto Rosaire e Roberto Barmasse. Mouvement a buon punto per ciò che concerne le «quote rosa»: da Aymavilles arriva la disponibilità di Raffaella Roveyaz, presidente della coop La Libellula, in passato consigliera comunale a Courmayeur, e da Cogne quella di Deborah Bionaz, assessore comunale al Turismo. Da Sarre Velia Dhurata Meynet, scendendo verso Aosta gli altri nomi sono quelli della dirigente regionale in pensione Ines Mancuso e di Antonella Marcoz vice sindaco del capoluogo quando la fusciacca era indossata da Fulvio Centoz. A queste si aggiungono Natalie Clos di Pollein, Denise Noussan di Antey-Saint-André, l’ex presidente dell’Union Cristina Machet di Torgnon e Speranza Girod sindaca di Fontainemore. Tra le disponibilità al maschile, tornando in Alta Valle è quella di Diego Bovard, mentre l’imprenditore Paolo Contoz è stato indicato dalla sezione di Nus, l’ex presidente Laurent Viérin da quella di Jovençan. Si aggiungono alla lista dei nomi quelli di Michel Martinet sindaco di Gressan, Amedeo Follioley sindaco di Donnas, dello skyrunner Bruno Brunod a Châtillon e dell’ex sindaco di Pontey Rudy Tillier. Per quanto riguarda gli altri partiti, Vincenzo Caminiti è dato come probabile nella lista di Forza Italia, così come Elso Gerandin, Roberta Carla Balbis ed Eleonora Baccini «in quota» Renaissance, ai quali si affiancano Philippe Milleret e Henry Truchet di Pays d’Aoste Souverain. Con Fratelli d’Italia potrebbe correre Mauro Roveyaz di Pont-Saint-Martin, oltre a Edy Bianquin ex presidente Anaborava.
Simbolo conteso
Il simbolo di Alleanza Verdi e Sinistra conteso tra Adu Vda, che tre anni fa aveva sottoscritto un patto con il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, e Rete Civica, in forza di un accordo con Europa Verde di Angelo Bonelli. Nel frattempo però a livello nazionale Sinistra Italiana ed Europa Verde hanno unito le loro forze sotto una stessa bandiera, quella di Alleanza Verdi e Sinistra. Nella nostra regione Adu Vda ha da tempo avviato un’alleanza con altre forze politiche, dando vita a Valle d’Aosta Aperta. Coalizione alla quale Rete Civica non ha aderito. Per risolvere la questione sono intervenute le segreterie nazionali di Europa Verde e Sinistra Italiana, che hanno deciso di togliere ad Adu Vda la possibilità dell’utilizzo del simbolo, anche in considerazione del fatto che nella coalizione di Valle d’Aosta Aperta compare il Movimento 5 Stelle. L’accordo tra Adu Vda e Sinistra Italiana è dunque sospeso.
Cristiano Florio

