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SCOMPARSO MERCOLEDÌ SCORSO, 5 MARZO, ERA STATO ALLA SMALP NEL 1962

Bruno Pizzul, la voce Rai amata da tutti che conservava Aosta nel suo cuore

Ingrandisci la foto: Nella serata di venerdì 22 gennaio 2010 la sala della Bcc Valdostana di Gressan accoglie la presentazione della neonata Aygreville, squadra di calcio risultato della fusione di Aymavilles Gressan e Villeneuve: ospite d’eccezione è Bruno Pizzul, qui con Loris Chabod e Nunzio Santoro, tra gli artefici di quell’operazione
Nella serata di venerdì 22 gennaio 2010 la sala della Bcc Valdostana di Gressan accoglie la presentazione della neonata Aygreville, squadra di calcio risultato della fusione di Aymavilles Gressan e Villeneuve: ospite d’eccezione è Bruno Pizzul, qui con Loris Chabod e Nunzio Santoro, tra gli artefici di quell’operazione
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AOSTA (mpl) Era il 21 dicembre del 2008, giornata calda a Genova, con la folla a scemare dopo la sconfitta 0 a 1 della Sampdoria. In mezzo a migliaia di tifosi, alto nel suo impermeabile marrone, Bruno Pizzul arrivò alla piazzola dei taxi dietro al settore dei distinti. “Possiamo dividere il taxi?” chiese gentilmente. Chi conosce lo Stadio Luigi Ferraris e Genova sa bene che dopo le partite di calcio è un problema uscire dall’ingorgo e di taxi ne viaggiano veramente pochi. Aspettammo insieme sul marciapiede, in mezzo alla gente, lui e noi – mia figlia ed io – chiacchierando di calcio e della gara appena conclusa. Poi quando seppe che eravamo di Aosta andò nei ricordi, di quando era stato alla Scuola Militare Alpina, con il 28esimo Corso AUC nel 1962. I ricordi e le domande continuarono sul taxi, “Quel bar esiste ancora? E quel negozio? La bella signora del tabacchino chissà dove sarà?” Il giornalista Bruno Pizzul ricordava bene Aosta, da dove – come sottotenente – era poi partito per Montorio Veronese, dopo una breve parentesi a Courmayeur. Ci lasciammo con una stretta di mano in piazza della Vittoria, il taxi accostò e lui proseguì per l’aeroporto da dove arrivare a Roma in tempo per La Domenica Sportiva.

La prima volta che lo vidi fu nel 1985 al Circolo della Stampa di Milano, alla presentazione della Coppa del Mondo di sci maschile di Courmayeur. Mi colpì subito per la sua statura che non mi aspettavo e soprattutto per il saluto a voce alta, “Ciao Gaetano”, rivolto a Gaetano Assanti, allora direttore-proprietario di Sports Valdôtains, la palestra dei giovani aspiranti giornalisti di allora. Allo stesso modo un giorno rispondendo al telefono dall’altra parte del filo si presentò un “certo” Nando Martellini, anche lui amico di Gaetano Assanti. In quegli anni il telecronista della storica vittoria azzurra al Mundial del 1982 era una vera e propria vedette e, casi della vita, nel 1986, a causa di un malore in Messico, fu sostituito come telecronista dell’Italia proprio da Bruno Pizzul, che divenne così la “voce” del calcio azzurro.

Scomparso mercoledì scorso all’ospedale di Gorizia Bruno Pizzul ha sempre avuto la Valle d’Aosta nel cuore, anche se le sue visite – dopo il servizio militare – non furono frequenti, visti gli impegni di lavoro, come giornalista tra i più apprezzati della Rai. Non mancò però l’invito come “padrino” venerdì 22 gennaio 2010 nell’affollato salone polivalente di Gressan alla presentazione dell’Aygreville, la società nata dalla fusione tra Villeneuve e Aymavilles Gressan, accolto alla stazione ferroviaria da Loris Chabod. Con la collaborazione delle giovanissime Margherita Brscic e Martina Caregaro, fu proprio Bruno Pizzul a presentare le nuove divise di gioco dell’Aygreville.