COURMAYEUR (peb) L’autunno 2025 si apre con due date destinate a lasciare il segno sulla viabilità e sull’economia dell’Alta Valle. Da lunedì 1° settembre scorso il traforo del Monte Bianco è chiuso per lavori di manutenzione straordinaria (riaprirà venerdì 12 dicembre), mentre da lunedì 22 settembre anche il Colle del Piccolo San Bernardo per consentire l’esecuzione di lavori di manutenzione sulla strada (sul lato francese) e la cui durata è stimata in circa 2 mesi.
Lungo il versante italiano la statale 26 – gestita da Anas – resterà regolarmente percorribile sino al confine di Stato fino alla chiusura per la stagione invernale prevista – come di consueto – nella prima decade del prossimo mese di novembre.
Due vie di comunicazione cruciali per il transito turistico e commerciale, chiuse a poche settimane di distanza l’una dall’altra, ridisegnando la viabilità tra Italia e Francia e costringendo residenti, operatori e turisti a fare i conti con questa situazione.
«Il vero problema della chiusura del Traforo è l’incertezza che crea. Incertezza per chi deve programmare un soggiorno a Courmayeur, per chi deve decidere se venire o meno. – afferma Simon Casale Brunet, contitolare con la famiglia dello storico Hotel Bouton d’Or in centro a Courmayeur – Questa estate abbiamo registrato alcune disdette da ospiti in arrivo da Chamonix; ma quello che pesa di più per la clientela che soggiorna nel nostro hotel è l’inverno: chi atterra a Ginevra in tarda serata e trova il Traforo chiuso è costretto a perdere una notte e ad arrivare solo il giorno dopo. Non è tanto una questione di doppia canna o di anni di lavori: sono discussioni che rischiano di dividerci come comunità e sulle quali, purtroppo, non abbiamo margini di decisione. Il problema principale per noi operatori è che queste chiusure compromettono la programmazione turistica e rendono più difficile ai nostri ospiti raggiungerci».
Con la fine del Tor des Géants – domenica scorsa, 21 settembre – il paese di Courmayeur si è letteralmente svuotato. Molte attività si preparano a chiudere per la fine della stagione, ma non tutte. A fare eccezione è la storica Libreria Buona Stampa di Ivana Franzoso Crespi, che resta aperta tutto l’anno.
«Quest ’anno va come l’anno scorso: durante la settimana vediamo poca gente, ma nel fine settimana qualcuno sale sempre, che siano proprietari di seconde case, clienti delle terme di Pré-Saint-Didier o della Skyway Monte Bianco. – racconta Ivana Franzoso Crespi – Io ho scelto di garantire un servizio alla comunità e di non chiudere mai: i miei clienti lo sanno e vengono da tutta la Valdigne anche solo per un libro, un regalo o della cancelleria. Perciò la chiusura del Traforo mi tocca relativamente, tanto più che sarà così per diversi anni: mi organizzo e resto aperta tutti i giorni, con orario continuato nel fine settimana. Tra l’altro, ora che ad Entrèves si gira il film “Bianco”, tra i miei clienti ci sono anche alcuni attori del cast.»
A La Thuile invece la chiusura anticipata del Colle ha costretto diversi operatori ad abbassare le saracinesche. L’assenza di turisti francesi, che fino a pochi giorni fa varcavano quotidianamente il confine, ha lasciato il paese senza movimento.
«Abbiamo preso atto della situazione e ci siamo visti costretti a chiudere. – spiega Federico Cova, responsabile de Lo Tirabochon, enoteca e negozio di artigianato in centro a La Thuile – L’estate era già stata altalenante, con meno turismo del previsto, ma avremmo potuto lavorare ancora fino a fine settembre. Con la chiusura del passo, però, il flusso si è azzerato: quando il collegamento con la Francia è aperto un po’ di movimento c’è sempre, da lunedì invece il paese è rimasto deserto.»
Impressioni condivise da Claudio Giacchetto, contitolare con la moglie Ester Ollier e il figlio Nicolò del Ristorante e Albergo Les Granges, nell’omonima località lungo la strada che conduce verso il Colle San Carlo: «La chiusura anticipata del Piccolo ha troncato di netto la stagione. Già negli ultimi giorni si vedevano tanti gruppi di francesi venire a fare gli ultimi acquisti. Poi da lunedì il paese ha iniziato ad andare “al rallentatore”. Non è colpa di nessuno, certo, ma speriamo che non accada di nuovo l’anno prossimo, anche perché si parla di allungare la stagione, ma in queste condizioni diventa impossibile. E non è solo La Thuile a soffrirne: tutta la Valdigne risente della chiusura del Traforo e del “nostro” Colle, che di solito – tempo permettendo – rimane percorribile fino a inizio novembre. L’estate è andata bene, ma ora non si può pensare di lavorare solo con le imprese: abbiamo bisogno dei turisti, altrimenti cala il buio.»
Se le chiusure mettono alla prova la quotidianità e la programmazione turistica, resta la consapevolezza che la montagna è fatta anche di cicli, adattamenti e capacità di resistere. Una sfida che Courmayeur, La Thuile e tutta la Valdigne hanno già dimostrato di saper affrontare.
Arabella Pezza