AOSTA (mye) Da lunedì 1° settembre Rosalba Dondeynaz ha preso servizio all’Istituto storico della Resistenza e la società contemporanea della Valle d’Aosta, per occuparsi dello svolgimento di attività formative, di ricerca e di analisi, per una maggiore sinergia tra l’Istituto e il mondo della scuola. Ora siede nell’ufficio che è stato di Vilma Villot: il cambio è avvenuto in occasione della bella «summer school» dell’Istituto storico Parri, che ha scelto Aosta per approfondire il tema «Resistenza, autonomia, costituzione» da giovedì a sabato scorsi, 28 e 30 agosto. Entrambe erano presenti, hanno arricchito le giornate di formazione con i loro contributi e la direttrice uscente Vilma Vilma ha intervistato Rosalba Dondeynaz.
Donne e Storia
L’intervento di Rosalba Dondeynaz si intitolava «Le donne nella Resistenza», ripresa del libro che ha coronato la sua tesi di laurea del 1992, «Selma e Guerrino, un epistolario amoroso». «Chiunque voglia avvicinarsi alla storia delle donne nella Resistenza in Valle d’Aosta non può prescindere dal lavoro di Silvana Presa condotto a partire dal 2005 e protrattosi per una decina d’anni. Oltre che dalle testimonianze, il corpus documentale di riferimento è costituito dalle richieste di riconoscimento delle varie qualifiche di partigiana, patriota, benemerita sulla base dei decreti legislativi di cui si diceva. Sono 145 i fogli notizie che riguardano donne valdostane. Sicuramente questo numero non corrisponde a quello delle donne che realmente prestarono una qualche forma di servizio alla lotta per la liberazione dal nazi-fascismo. Diverse intervistate per esempio dichiarano di non aver presentato la richiesta; le motivazioni di questa ritrosia sono fondamentalmente legate alla percezione di non aver fatto nulla di particolare, di aver agito come richiedeva il momento».
Il desiderio di approfondire, studiare, sapere ha portato più volte Rosalba Dondeynaz ad esperienze che l’hanno momentaneamente allontanata dall’insegnamento.
Classe 1964, di Donnas, la nuova Direttrice dell’Istituto storico di Aosta si è formata nella facoltà di Magistero dell’Università di Torino, in materie letterarie con indirizzo storico, con una tesi di laurea in metodologia della ricerca storica. Più tardi è tornata nel suo liceo, diventato nel frattempo Binel-Viglino di Verrès, come insegnante di italiano e storia, rimanendovi anche quando è diventato ISILTeP e dove, nel 2022-2023, ha ideato «I venerdì letterari».
Negli anni scolastici tra il 1999 e il 2002 ha seguito il «progetto storia» per il potenziamento della didattica della storia del Novecento, nell’allora Ufficio Ispettivo Tecnico della Sovraintendenza agli studi della Regione. Qui si è occupata della formazione dei docenti, ha creato materiale e collaborato alla realizzazione del sito www.scuole.vda.it.
«Ora ho sentito nuovamente l’esigenza di dedicarmi allo studio – racconta Rosalba Dondeynaz – è un bene che l’Istituto storico abbia distacchi in misura importante per la didattica ma lo spazio per la ricerca deve rimanere. Non è un istituto di ricerca didattica e deve comunque ricevere nuova linfa dalla ricerca storica, per proporre argomenti di interesse ai docenti e studenti delle scuole». La partecipazione alla «summer school» del Parri è stata l’occasione per prendere contatto con il suo nuovo incarico.
«Mi interessa la storia sociale, economica, di genere. A parte il mio intervento, ho seguito gli incontri di approfondimento da corsista. Vi erano molti insegnanti del primo ciclo, valdostani e non. Sono stati scambi interessanti. Per me è stata l’occasione per rompere il ghiaccio, dal momento che non ero ancora ufficialmente in servizio all’Istituto storico. Ho potuto confrontarmi con membri di diversi istituti nazionali ».
«Chi mi ha preceduto – conclude Rosalba Dondeynaz – ha lavorato molto, chi più sul versante organizzativo, chi più sui contenuti. Per iniziare, si opererà in continuità, tanto è già imbastito, per il resto vedremo con il direttivo. Un impegno da portare a compimento sono senz’altro le iniziative per l’80esimo anniversario della Liberazione».
Elena Meynet


