Regione

Il presidente Marco Cantamessa: «Chiudiamo questo mandato triennale consegnando all'azionista un Gruppo più solido»

Cva, dal bilancio 300 milioni per la Valle d’Aosta

Ingrandisci la foto: Da sinistra Valeria Casali componente del consiglio di amministrazione di Cva, l'amministratore delegato Giuseppe Argirò, il presidente Marco Cantamessa e gli altri componenti del cda Fabio Marra e Marzia Grand Blanc
Da sinistra Valeria Casali componente del consiglio di amministrazione di Cva, l'amministratore delegato Giuseppe Argirò, il presidente Marco Cantamessa e gli altri componenti del cda Fabio Marra e Marzia Grand Blanc
4 minuti di lettura

E’ stato illustrato il documento contabile che ha ricevuto il via libera da parte del consiglio di amministrazione in scadenza.

AOSTA (fci) Ebitda a 415 milioni di euro (più 43 per cento rispetto al 2023), un utile netto totale di 219 milioni di euro (più 36 per cento sul 2023 ), un utile netto consolidato di pertinenza del gruppo di 213 milioni di euro (più 35 per cento sul 2023). Questi i principali risultati indicati nel progetto di bilancio consolidato e di esercizio al 31 dicembre 2024 di Cva Spa, approvato dal consiglio di amministrazione della società idroelettrica valdostana di proprietà regionale. I ricavi si attestano sui 1,41 miliardi di euro, in flessione rispetto al 2023 (meno 15 per cento) per effetto della riduzione dei prezzi dell’energia, ma compensati da una crescita dei volumi.

«Chiudiamo questo mandato triennale con orgoglio, consegnando all’azionista un Gruppo più solido, ambizioso e pronto ad affrontare le sfide future della transizione energetica. I risultati del bilancio 2024 certificano non solo la validità del nostro modello industriale basato su energia pulita e crescita sostenibile, ma anche la forza delle persone che compongono il gruppo per la professionalità, la dedizione e lo spirito di squadra che contraddistinguono il gruppo », spiega il presidente Marco Cantamessa. Per l’amministratore delegato Giuseppe Argirò «il 2024 rappresenta un punto di svolta nella storia di CVA: abbiamo raggiunto traguardi economici e industriali mai toccati prima, pur operando in un contesto di mercato sfidante e incerto. Il nostro impegno nella diversificazione tecnologica e territoriale ha rafforzato il gruppo e posto le basi per una crescita ancora più resiliente e sostenibile. E con senso di responsabilità e visione che ci prepariamo a una nuova fase di sviluppo e valore per i nostri azionisti, i territori e le future generazioni».

Con loro al tavolo dei relatori gli altri componenti del consiglio di amministrazione in scadenza: Fabio Marra, Valeria Casali e Marzia Grand Blanc.

Alla Presidenza della Giunta regionale è arrivato il dossier con le candidature per il rinnovo del Consiglio di amministrazione di Cva. Lo ha trasmesso Finaosta, che detiene il 100 per cento della Compagnia Valdostana delle Acque. L’adesione è stata buona, superiore al precedente mandato. Dopo una prima scrematura, sono un centinaio le candidature. Ora sarà la Giunta a designare, tra loro, il presidente del Consiglio di amministrazione, l’amministratore delegato e 3 consiglieri, nonché i 3 sindaci del collegio, di cui 1 presidente, e 2 sindaci supplenti: 10 posizioni per altrettante figure, che resteranno in carica un anno. Le nomine saranno poi formalizzate dal presidente di Finaosta nel corso dell’assemblea della società partecipata, in calendario per venerdì 27 giugno prossimo.

La nuova governance aziendale avrà davanti soltanto 1 anno, i compensi che tanto hanno fatto discutere nelle scorse settimane, sono stati aumentati: 400mila euro l’anno per l’amministratore delegato, tra componente fissa e indennità straordinaria, 120 mila per il presidente del Cda, 60 mila euro per i consiglieri, 45 mila per il presidente del collegio sindacale e 25 mila per i sindaci.

Tornando alla conferenza stampa di martedì scorso, Giuseppe Argirò ha sottolineato «l’autonomia manageriale gestionale. Per quanto mi riguarda è un requisito imprescindibile, fondamentale. Perché senza autonomia di gestione, si rischia confusione di ruoli. L’azionista deve fare l’azionista quando decide di dare delle indicazioni su dati amministrativi. Può anche decidere di interrompere un piano industriale con una delibera, certo poi si assume una qualche responsabilità nel farlo. Però nel momento in cui non ci sono interventi formali, l’autonomia manageriale è l’unica che può dare risposte di tipo gestionale alla società, assumendosi, come abbiamo fatto noi in pieno, le proprie responsabilità».

Giuseppe Argirò cita in particolare i 300 milioni di risorse, fra dividendi (85 milioni), imposte e canoni di derivazione che arriveranno quest’anno alla Regione. «Che arrivino dall’impianto idroelettrico di Valpelline o da quello fotovoltaico di Forlì, ciò che conta è il beneficio per la comunità valdostana, motivo di orgoglio per noi».