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TEMPI STRETTI, “NESSUNA POSSIBILITÀ DI APPROFONDIRE”. CRITICHE ALL’ELECTION DAY

Elezioni comunali, il via libera alle nuove norme con i dubbi dei Sindaci: emergenza segretari

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AOSTA (fci) Il Consiglio permanente degli enti locali (Cpel) si è diviso nell’espressione del parere sul disegno di legge che prevede, tra l’altro, che quest’anno le elezioni generali comunali, comprese quelle relative al Comune di Courmayeur, si svolgano contestualmente alle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale, nella data che sarà stabilita con decreto del presidente della Regione (probabilmente domenica 28 settembre).

Il parere positivo, con alcune premesse, proposto dal presidente del Cpel Alex Micheletto (sindaco di Hône), ha ottenuto 56 voti a favore e 17 di astensione: quelli dei sindaci di Charvensod, Etroubles, La Magdeleine, Pontey, Quart, Nus, Sarre, Bionaz, Oyace, Saint-Rhémy-en-Bosses, Brusson, Challand-Saint-Anselme, Villeneuve, Champdepraz, Cogne, Fénis, Saint-Marcel. Erano 10 gli assenti.

«Per il 90 per cento questo documento accoglie le nostre richieste, per cui non mi sento di rimandarlo al mittente», ha detto Alex Micheletto. Il riferimento, tra l’altro, è all’incremento del numero di assessori in giunta e all’eliminazione del vincolo del terzo mandato per i sindaci di tutti i comuni eccetto Aosta. Diversi i pareri critici espressi durante la riunione del Cpel. Con l’election day «il discorso del risparmio è ipocrita», ha tuonato Massimo Pepellin, sindaco di Sarre. «Non mi trovo ad avere questa doppia elezione, dove l’importanza delle elezioni regionali è superiore a quelle locali: così si rischia di coinvolgere ancora meno».

Per il primo cittadino di Sarre «ogni volta che c’è un tema importante viene fatto votare in emergenza».

In apertura del dibattito Marco Calchera, sindaco di Étroubles, si è dimostrato critico soprattutto nei confronti dell’abbassamento del quorum dal 50 al 40 per cento in caso di lista unica e dell’eliminazione del limite dei mandati: «La partecipazione alla cosa pubblica diventa complessa ed è difficile trovare persone che si dedichino all’amministrazione comunale. Abbassare ancora di più il quorum non credo sia la risposta valida per incentivare la partecipazione e valorizzare il principio democratico. Il limite dei mandati costringe a trovare prima o poi un’alternativa, eliminandolo sarà ancora più difficile: trovato il “martire” si è a posto per un po’».

«Per quanto riguarda l’election day – ha aggiunto Michel Martinet sindaco di Gressan – la proposta ci vedeva a maggioranza contrari per il problema dei segretari comunali. Se le elezioni fossero state spostate avremmo avuto una maggiore possibilità di scelta perché proprio in questo periodo sono in corso gli adempimenti per riuscire ad avere un nuovo concorso».

In sintonia su questa problematica Camillo Rosset, sindaco di Nus: «Ragioniamo se si può slittare in primavera per risolvere la questione importantissima dei segretari comunali».

«In 5 anni abbiamo cambiato 7 segretari, restando a lungo senza. – ha segnalato la vicesindaca di Champdepraz Lucia Bertorello – Andare a elezioni con certezza che non sapremo chi avremo come segretario comunale mi preoccupa molto».

Per la sindaca di Oyace Stefania Clos «se abbiamo problemi con i segretari comunali e di rendicontazione del Pnrr ci sarebbero gli elementi per giustificare il ritorno delle elezioni in primavera. Sono perplessa, dopo cinque anni di legislatura regionale si arriva a ridosso di un termine per chiedere ai sindaci di esprimersi, senza tempo per fare approfondimenti».

«Sarebbe stato più opportuno uno slittamento in primavera, separando le due elezioni. Sono argomenti importanti discussi in un’assemblea urgente: l’Amministrazione regionale non è stata attenta ai suoi compiti istituzionali» ha rincarato la dose Franco Allera sindaco di Cogne. Che ha aggiunto: «L’abbassamento quorum al 40 per cento fa sì che chi governa non ha neanche la maggioranza dei suoi cittadini, governa per se stesso».

Per Alexandre Bertolin, sindaco di Arnad, «l’eliminazione del terzo mandato non è la soluzione dei problemi, iniziamo a chiederci perché è difficile trovare degli amministratori sul territorio».

«Ci ritroviamo ad affrontare questi argomenti complessi ormai a ridosso delle elezioni non abbiamo molti spazi. Spero che questi problemi vengano affrontati nella prossima legislatura» afferma Roberto Rota, sindaco di Courmayeur.

Nel dibattito è intervenuto pure Gianni Nuti, sindaco di Aosta, critico in particolare sulle tempistiche: «C’era bisogno di fare riflessioni assieme, più articolate e più ampie».

Sul l’election day: «Votando in autunno, un comune come Aosta si troverà ad approvare un previsionale fatto dall’Amministrazione precedente. Quindi, con il documento più importante redatto dai predecessori. Il che significa dare la possibilità di adottare le proprie politiche solo dalla primavera dopo».

Infine Ronny Borbey sindaco di Charvensod, convinto «che siano necessarie riforme e che questa sia urgente. Ma sono anche convinto che si facciano ad inizio legislatura e non alla fine. Pur condividendo alcuni elementi del disegno di legge e la motivazione della sua urgenza, per una serie di aspetti non approfonditi mi asterrò».