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INTERVISTA Leonardo Lotto assessore regionale agli Affari europei, Innovazione, Pnrr, Politiche nazionali per la montagna e Politiche giovanili. Il messaggio ai giovani

«Ho pensato alle notti passate nel letto di ospedale: ogni sera mi chiedevo quale senso potessi dare a questa nuova vita»

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Leonardo Lotto assessore regionale agli Affari europei, Innovazione, Pnrr, Politiche nazionali per la montagna e Politiche giovanili
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Nato ad Aosta – dove è residente – il 5 febbraio 1999, dopo la laurea in Economia aziendale e management all’Università Bocconi, Leonardo Lotto frequenta la National University of Singapore e si specializza in Management internazionale nel programma Cems, l’alleanza tra prestigiose università e business school, svolgendo parte del percorso all’Università di Sydney e alla Nova School of Business and Economics in Portogallo.

La vita di Leonardo Lotto è cambiata la mattina del 23 febbraio 2023: era a Melbourne – in Australia – con gli amici, studenti della Bocconi, e rimane vittima di un incidente in mare. Un tuffo, picchia violentemente la testa contro il fondale di sabbia, l’intervento d’urgenza in ospedale, la sentenza: spina dorsale danneggiata. Leonardo Lotto è paralizzato dalla testa in giù.

Nonostante tutto nel 2024 è nominato miglior studente dell’anno dalla Cems, viene quindi insignito dal Presidente della Repubblica del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.

La sua esperienza politica inizia con le elezioni europee del 2024, quando si candida con Azione – Siamo Europei, ottenendo oltre 7.000 preferenze, di cui 2.200 in Valle d’Aosta. Alle regionali del 28 settembre 2025 si candida con gli Autonomisti di Centro, in rappresentanza di Azione Valle d’Aosta, di cui è Segretario politico, ed è eletto per la prima volta in Consiglio Valle con 1.494 voti.

Giovedì 6 novembre scorso ha assunto l’incarico di Assessore regionale agli Affari europei, Innovazione, Pnrr, Politiche nazionali per la montagna e Politiche giovanili: nell’intervista che segue, Leonardo Lotto spiega come intende dare corso al suo mandato.

AOSTA (fci) A chi è andato il suo primo pensiero dopo la sua elezione come Assessore?
«Non voglio fare troppo il sentimentale ma se devo essere sincero ho pensato alle notti passate nel letto di ospedale. – risponde Leonardo Lotto, neo assessore regionale agli Affari europei, Innovazione, Pnrr, Politiche nazionali per la montagna e Politiche giovanili – Ogni sera mi chiedevo quale senso potessi dare a questa nuova vita. Appena eletto ho pensato a quanto fossi felice di potermi mettere al servizio e lavorare per la collettività. Ho anche pensato alla mia famiglia, che mi è stata accanto in ogni momento, e alle quasi 1.500 persone che hanno scritto il mio nome sulla scheda. In quel gesto ho sentito la stessa forza che mi aveva sostenuto in ospedale: la fiducia degli altri. Alla fine credo che sia tutto lì: nel trasformare la propria esperienza personale in qualcosa che serva anche agli altri. Questo incarico, per me, è la possibilità di farlo ogni giorno, con serietà e gratitudine».

Quale ritiene sia stato il motivo del suo successo elettorale?
«Credo che alle persone sia piaciuto un modo diverso di raccontarsi e di raccontare la politica. Ho cercato di unire ascolto e concretezza. I temi della mia campagna sono nati da ricerche e dati, ma anche da momenti di confronto con le persone: chi lavora, chi studia, chi si sente lontano dalle istituzioni. Ho provato a tradurre tutto questo in proposte reali, misurabili, che avessero senso per la vita di tutti i giorni. Forse la differenza è stata questa: mostrare che la politica può ancora essere un lavoro serio, che parte dall’ascolto e arriva ai risultati. Uno dei problemi della politica è che semplifica per ottenere consenso. Io non l’ho fatto e non ho voluto farlo. Ci sono situazioni difficili da cambiare, ma credo che parlarne con onestà sia il primo passo per affrontarle. Preferisco la consapevolezza alla convinzione cieca, perché una comunità che capisce è più forte, anche quando non è d’accordo. Forse la differenza è stata questa: far vedere che si può fare politica con serietà, senza cinismo o per partito preso, ma con autentica voglia di avere un impatto positivo sul territorio. Penso che se le persone vedono fare politica con passione si alimenta l’interesse e il coinvolgimento per la politica stessa».

Affari europei, Innovazione, Pnrr, Politiche nazionali per la montagna, Politiche giovanili: indichi una priorità per ognuna delle sue deleghe.
«Per gli Affari europei, vorrei rendere ancora più solidi i rapporti con Bruxelles per portare la voce della Valle d’Aosta nelle trattative europee. Sull’Innovazione, l’obiettivo è gestire l’introduzione dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione per renderla più efficiente e vicina e completare lo sviluppo della rete internet fibra ad alta velocità in modo che arrivi anche alle abitazioni più periferiche. Sul Pnrr, la priorità è chiara: completare tutti i progetti e spendere bene ogni euro, perché ogni intervento deve lasciare qualcosa di utile e concreto alle comunità. Per la Montagna, voglio lavorare con i sindaci e le comunità locali per garantire servizi e contrastare lo spopolamento. E sulle Politiche giovanili ho tantissime idee e c’è tanto da fare, il mio impegno sarà volto a creare le condizioni necessarie per far sì che restare o tornare in Valle sia una possibilità reale».

Come intende lavorare con la minoranza?
«Credo che il confronto con la minoranza debba essere reale, non solo formale. In un Consiglio regionale come il nostro, la collaborazione è una necessità, non un gesto di cortesia. Su temi come l’innovazione, le politiche giovanili o le politiche per la montagna serve senso di responsabilità da parte di tutti. Sono convinto che le buone idee non abbiano colore politico: ciò che conta è la loro utilità per la comunità. Per questo lavorerò con trasparenza, apertura e rispetto, anche con la minoranza, accogliendo ogni spunto che possa portare un impatto positivo sulla vita delle persone. Mi auguro però che il confronto possa mantenersi sempre sereno e costruttivo, nel rispetto dei diversi ruoli ma con l’obiettivo comune di far crescere la Valle d’Aosta».

Cosa rappresenta per lei la Valle d’Aosta?
«Per me la Valle d’Aosta è sempre stata casa. L’ho lasciata presto, come tanti giovani che cercano nuove opportunità. Dopo l’incidente, nel momento più difficile, è qui che ho cercato conforto e serenità. La Valle e i valdostani mi hanno accolto con un sostegno e un affetto che non erano scontati e che non dimenticherò mai. Sono estremamente grato a questa comunità che mi fa sentire parte di qualcosa di speciale. Oggi la Valle d’Aosta deve affrontare un mondo che cambia e ritrovare fiducia nelle proprie possibilità. Io voglio contribuire a questo cambiamento e restituire ai valdostani, con il mio impegno, tutto quello che ho ricevuto da loro».

Lei è molto giovane e dopo altri obiettivi raggiunti ora è anche nella “stanza dei bottoni” della Regione. Cosa vuole dire ai giovani valdostani?
«Non penso di avere lezioni da dare. So bene che per un giovane oggi non è facile, qui e nel resto del mondo. Trovare lavoro, costruirsi un futuro, anche solo sentirsi parte di qualcosa è complicato. Lo vedo ogni volta che parlo con ragazze e ragazzi pieni di idee ma senza spazi per metterle a terra, o con chi ha studiato e non trova il modo di restare. Ma proprio perché siamo pochi, proprio perché spesso la politica non ci considera, dobbiamo farci sentire di più. Nessuno lo farà al posto nostro. Io da ora in poi cercherò di farlo da dentro, ma serve che tanti altri lo facciano da fuori, con le loro idee, i loro talenti, la loro voce».

Cristiano Florio