PONT-SAINT-MARTIN (mye) Patois lingua protetta, patois lingua della festa. La 18 fête internationale des patoisants, sabato e domenica scorsi, 19 e 20 settembre, ha riunito le diverse tradizioni di chi parla il francoprovenzale, portando, domenica, nelle vie di Pont-Saint-Martin un corteo colorato e festante, culmine degli eventi organizzati il sabato a Donnas e Carema.
Il francoprovenzale viene individuato nel 1873 dallo studioso Graziadio Isaia Ascoli, che lo pone a metà tra il francese (langue d’oïl) e il provenzale (langue d’oc), senza che si mescoli con essi.
Le associazioni riunite nella Fédération Romande et Internationale des Patoisants (FRIP), che ha sede a Losanna in Svizzera, si ritrovano ogni 4 anni, dal 1956, ogni volta per un fine settimana, a turno nei diversi Cantoni o Regioni.
Le edizioni precedenti più recenti si sono svolte nel 2013 a Bulle (Friburgo), nel 2017 a Yverdon-les-Bains (Vaud), nel 2022 a Porrentruy (Jura).
Francia, Italia e Svizzera sono ampiamente rappresentate ad ogni evento e ciascuno dei 3 Paesi ha trovato il modo per tutelare il patois, che rientra anche nella Charte européenne des langues régionales ou minoritaires.
Per l’Italia, fa parte delle 12 lingue minoritarie storiche; in Svizzera è tutelato dal 2018 come patrimonio linguistico; mentre la Francia riconosce le lingue regionali come patrimonio nazionale, e con la legge Molac, le promuove e le finanzia.
