BARD (ces) Il ritorno della geopolitica come elemento fondamentale delle relazioni contemporanee, il permanere e l’inte nsifi carsi delle questioni climatiche e l’emergenza dell’intelligenza artificiale impongono all’Europa una riflessione che non si può limitare al ruolo che intende giocare su scala locale e internazionale. È fondamentale anche una riflessione sull’evoluzione nel tempo dei suoi principi fondatori e soprattutto le sue leve di azione.
Per confrontarsi a questa triplice transizione – geopolitica, climatica e digitale – in un mondo sempre meno comprensibile, è nato Il Grand Continent, che mira a costruire un dibattito strategico, politico e intellettuale su scala “pertinente”, dal particolare al generale. Rivista nuova e in piena evoluzione, è edita dal 2019 dal Groupe d’Études Géopolitiques, con sede a Parigi, all’École Normale Supérieure ed è redatta nelle principali lingue europee: francese, italiano e spagnolo.
Sabato prossimo, 30 agosto, dalle 16.15 alle 22, si terrà la prima presentazione italiana del quarto volume cartaceo della rivista: L’Empire de l’ombre: guerre et terre au temps de l’IA, che verrà organizzata al Forte di Bard.
Il territorio non è neutro, come dimostrano la dimensione geografica delle questioni geopolitiche globali, che si consideri la guerra in Ucraina, le minacce cinesi su Taiwan o le pretese statunitensi su Panama e la Groenlandia. L’Unione Europea non si basa solamente su valori condivisi e su concezioni comuni del politico, ma anche su un territorio comune. Pochi luoghi incarnano così evidentemente il transfrontaliero, il passaggio e la condivisione di idee quanto il Forte di Bard. Dagli ostrogoti ai Savoia e a Napoleone, la storia europea si legge nelle mura del Forte. Un tempo storia di guerra, ma oggi storia di Unione e, il 30 agosto, luogo di riflessione sull’indipendenza strategica europea.
Il quarto volume di Le Grand Continent raccoglie dibattiti e analisi sulle fratture geopolitiche e tecnologiche del nostro tempo, dalle nuove guerre all’impatto dell’intelligenza artificiale, interrogandosi sul futuro dell’ordine mondiale. Per esplorare queste dinamiche, l’evento proporrà tre panel tematici, preceduti dai saluti di Ornella Badery, presidente del Forte di Bard, e di rappresentanti delle istituzioni regionali.
Il primo incontro, “Effetto Trump: gli Stati Uniti tra caos e impero”, vedrà confrontarsi Alessandro Aresu, Oliviero Bergamini, Giovanni Borgognone e Lou Fritel, moderati dalla giornalista Maria Tadeo. L’attenzione sarà rivolta al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e alle implicazioni globali del suo secondo mandato, tra politica interna, relazioni internazionali e il ruolo sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale.
Il secondo panel, “La geopolitica di Dio: la Chiesa di Leone XIV nel mondo di Cirillo e J. D. Vance”, riunirà voci di primo piano come Delphine Allaire, Virginie Larousse, Alberto Melloni e Olivier Roy. Il dibattito affronterà il ruolo delle religioni nello scenario geopolitico attuale, dall’America evangelica alla Russia ortodossa, passando dalle strategie vaticane.
Infine, “Si può fare? L’Europa e la ricerca dell’autonomia perduta” metterà a confronto Marc Semo, Marc Lazar e Alessandra Sardoni, sotto la guida di Gilles Gressani, direttore di Le Grand Continent. Un’occasione per riflettere su cosa significhi oggi autonomia strategica europea: un’aspirazione retorica o un obiettivo politico concreto?
A chiusura della giornata, un momento conviviale con rinfresco e un concerto jazz.

