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Elezioni regionali, la Lega decide di rinunciare al ricorso al Tar

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AOSTA (zgn) La Lega Vallée d’Aoste cambia strategia e rinuncia all’ipotesi di ricorrere al Tar prima delle prossime elezioni regionali della Valle d’Aosta: a essere contestato è il cambiamento delle regole elettorali dopo l’indizione dei comizi, il cui decreto è stato pubblicato venerdì 25 luglio scorso.

La volontà cioè – già annunciata dal presidente della Regione Renzo Testolin – di far entrare in vigore la nuova legge elettorale alle consultazioni di domenica 28 settembre.

Una norma avallata solo a seguito del referendum confermativo – previsto dallo statuto speciale per le materie elettorali – di domenica scorsa, 10 agosto. La nuova legge introduce le 3 preferenze, anziché la preferenza unica, e la rappresentanza di genere. Al referendum la Lega aveva lasciato libertà di scelta, mentre Fratelli d’Italia Valle d’Aosta – che supportava politicamente l’ipotesi di ricorso, annunciata il 25 luglio scorso – aveva invitato a votare contro.

«La scelta era quella di impugnare il decreto che indice i comizi elettorali, che però di per sé è scarsamente impugnabile», spiega consigliere regionale della Lega Paolo Sammaritani, avvocato, che si è occupato della questione.

«Il tema è questo, perché – prosegue Paolo Sammaritani – il decreto che indice i comizi elettorali di fatto indica la data e la legge 3 del 1993, genericamente la legge elettorale della Regione Valle d’Aosta, e sostanzialmente diventa difficile impugnare un atto amministrativo di questo genere. L’articolo 130 del codice di giustizia amministrativa per il resto dice che tutto ciò che riguarda le operazioni elettorali, quindi tutti gli atti che fanno parte del procedimento che porta alle elezioni, si può impugnare dopo la proclamazione degli eletti. Quindi, in questo caso, dopo il 28 settembre».