AOSTA (fci) La geopolitica alla prova del digitale; uno scenario globale governato per decenni da regole condivise e ora, invece, da rapporti di forza: i temi caldi della contemporaneità uniscono le firme del giornalismo e della ricerca in uno sguardo che dalla Valle d’Aosta si allarga al mondo intero. E’ quanto avvenuto nel pomeriggio di sabato scorso, 30 agosto, al Forte di Bard per la prima presentazione italiana del quarto volume cartaceo della rivista Le Grand Continent – « L’Empire de l’ombre: guerre et terre au temps de l’IA » – e la conferenza «L’impero e le sue ombre: teologia e geopolitica nel mondo di Trump». Il direttore de Le Grand Continent è il valdostano Gilles Gressani, presente (anche) in veste di moderatore dei dibattiti.
Il filo rosso del dibattito è stata l’America di Trump: un “impero dell’ombra”, secondo gli analisti della rivista Grand Continent, a cui si oppongono altre soggettività: l’Europa, con la sua diversità culturale e un modello di integrazione compatibile con le autonomie locali.
La piccola Valle d’Aosta è un laboratorio in cui elaborare proposte per un’Europa nuova: più autonoma dagli Stati Uniti ma anche in grado di confrontarsi con le potenze emergenti: Cina e India. La sfida è rimanere competitivi senza rinunciare alle libertà a cui siamo abituati.
