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Non passa l’emendamento di Franco Manes per tenere la Valle d'Aosta fuori dal circuito nazionale “I VOTI VALDOSTANI CONTRIBUIRANNO A ELEGGERE CANDIDATI SCONOSCIUTI”

Legge elettorale, l’Union sale sulle barricate e chiama alla mobilitazione contro la riforma

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AOSTA (fci) «I valdostani rischiano di contribuire con il proprio voto all’elezione di parlamentari candidati in altre regioni, senza poter leggere i loro nomi sulla scheda e senza avere la possibilità di valutarli o sceglierli». È la conseguenza più grave della riforma elettorale approvata nei giorni scorsi dalla Camera secondo il deputato della Valle d’Aosta, l’unionista Franco Manes. «La questione è molto semplice – spiega – i valdostani non hanno solo il diritto di eleggere un deputato e un senatore, ma anche di votare candidati riconoscibili, che competono sul territorio, nella circoscrizione della Valle d’Aosta garantita dallo Statuto speciale. Con questa riforma, il voto di un cittadino valdostano potrà contribuire a eleggere persone candidate altrove, in altre circoscrizioni, i cui nomi non compariranno mai sulla sua scheda. Si chiede loro, in sostanza, di votare senza sapere fino in fondo chi il suo voto aiuterà a mandare in Parlamento». In tal senso Franco Manes aveva presentato un emendamento – che proponeva di mantenere la Valle d’Aosta fuori dal circuito nazionale, come è sempre concretamente avvenuto – ma è stato respinto con 214 voti contrari e 151 favorevoli.

«In tutte le altre regioni i cittadini vedono sulla scheda i candidati che il loro voto può contribuire a eleggere. I valdostani, invece, dovrebbero fidarsi alla cieca» prosegue Franco Manes. Alla base del problema vi è la scelta di applicare alla Valle d’Aosta lo stesso meccanismo previsto per il Trentino-Alto Adige: «Siamo 2 realtà autonome, ma non siamo la stessa cosa. La Valle d’Aosta è una circoscrizione a sé per Statuto, con un solo collegio uninominale e con una storia istituzionale ed elettorale precisa».

Esulta Fratelli d’Italia «La Camera dei deputati ha approvato la riforma della legge elettorale, confermando integralmente la modifica richiesta e sostenuta da Fratelli d’Italia Valle d’Aosta e respingendo il tentativo dell’Union Valdôtaine di cancellarla. Il provvedimento passa ora al Senato per l’approvazione definitiva. Con la nuova disciplina, alle prossime elezioni politiche i cittadini valdostani potranno scegliere il candidato alla Presidenza del Consiglio indicato da parte delle coalizioni, ed i loro voti concorreranno finalmente alla determinazione del risultato nazionale, al pari di quelli espressi nel resto d’ Italia». E’ quanto si legge in una nota firmata da Walter Musso, commissario regionale di Fratelli d’Italia Valle d’Aosta. «È il risultato di una battaglia portata avanti con determinazione da Fratelli d’Italia Valle d’Aosta – conclude Walter Musso – e sostenuta dal partito a livello nazionale: da oggi la Valle d’Aosta non resta più ai margini della scelta sul futuro del Governo italiano».

L’appello degli autonomisti In una nota diffusa ieri, venerdì 17, Union Valdôtaine, Rassemblement Valdôtain e Stella Alpina «esprimono viva preoccupazione per le modifiche in corso nell’iter parlamentare alla legge elettorale nazionale, per quanto riguarda il sistema di voto in Valle d’Aosta per le elezioni Politiche, che sono lesive del principio della circoscrizione autonoma valdostana, così come venne prevista dalla Costituente nella norma dello Statuto di autonomia all’articolo 47». Secondo le tre forze (di governo) «Di fatto viene stravolta la logica del sistema uninominale, violando così una legge di rango costituzionale, attentando alla peculiarità valdostana delle elezioni per il Parlamento. Circoscrizione che definiva con chiarezza le candidature per dare voce ai valdostani in Parlamento e che evitava candidature locali presentate solo per distribuire voti a livello nazionale, a vantaggio di eventuali eletti – perfetti sconosciuti a chi vota in Valle – che nulla avrebbero a che fare con la nostra Regione autonoma».

«Adopereremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per ripristinare la legalità e questo riteniamo debba già avvenire al prossimo passaggio al Senato della legge già approvata a Montecitorio e ci auguriamo che la senatrice Nicoletta Spelgatti sia portavoce della necessità delle modifiche per ripristinare la situazione attuale ». Union, Rassemblement e Stella Alpina ricordano che, sin dall’elezione dell’Assemblea Costituente del 1946, la Valle d’Aosta fu costituita come circoscrizione uninominale. «Questo meccanismo uninominale a turno unico è stato formalizzato e mantenuto in tutte le successive leggi elettorali della Camera e mai si è votato differentemente in XIX Legislature repubblicane. Stessa situazione e medesima continuità per il sistema di voto per il Senato, che per altro nel 1993 con la riforma del sistema elettorale nazionale – Legge Mattarella -, venne definitivamente e formalmente blindato».

«Nessuno – costituzionalista o politico – in 80 anni di storia ha operato per lo stravolgimento che ora si prospetta: una scelta politica che mira a indebolire la Valle d’Aosta, come dimostra certo trionfalismo di chi ha cavalcato e di chi si è fatto complice del testo votato alla Camera che viola palesemente il nostro Statuto. Chiediamo a tutte le forze politiche sensibili a queste ragioni di unirsi a noi in questa protesta per modificare quanto si sta facendo a Roma».