AOSTA (fci) «E’ una battaglia non solo politica ma anche culturale. Le 3 preferenze rappresentano un’anomalia tutta valdostana, si torna indietro ad un sistema che non esiste in Italia e in gran parte dell’Europa. Il nostro obiettivo è di evitare l’inquinamento del voto». Lo ha detto Elio Riccarand (Rete civica) durante la conferenza stampa – mercoledì scorso, 19 marzo – a favore di un referendum confermativo sulla modifica della legge elettorale regionale.
Inoltre – ha aggiunto – «non è ammissibile che su una questione come questa si sia arrivati a fare una ‘leggina’ fuori tempo massimo, gli uffici del Consiglio Valle avevano avvisato, è stata una forzatura arrogante».
Eugenio Torrione ha parlato di «una presa in giro dei cittadini» per una legge «spacciata come leva per aumentare la presenza femminile ma non è vero». Sulla stessa lunghezza d’onda Massimiliano Kratter (Europa Verde): «E’ una riforma che non favorisce la parità di genere». Infine Gabriella Poliani del Comitato Referendario (Cre): «Nessuno può fermare il referendum, nessuno potrà negare ai valdostani di esprimersi. L’obiettivo delle 2.117 firme non è irraggiungibile. In 4 anni sono state portate avanti più proposte di riforma elettorale, si doveva trovare un punto di caduta, ma la montagna ha partorito un topolino. Le 3 preferenze sono funzionali solo a fare dei magheggi elettorali». Infine Loredana De Rosa (Potere al Popolo): «Siamo per un voto trasparente, più consapevole e meno inquinato».
Per la raccolta delle firme appuntamento oggi sabato 22 marzo in piazza Des Franchises dalle 15 alle 19, venerdì 28 alla Porta Praetoria dalle 17 alle 19 e sabato 29 in piazza Des Franchises dalle 15 alle 19.
Valle d’Aosta Aperta: “Incertezza sui tempi, troppa confusione”
La coalizione politica Valle d’Aosta Aperta non parteciperà alla raccolta firme per la richiesta di referendum confermativo della legge elettorale regionale, modificata recentemente dal Consiglio Valle a maggioranza semplice. Secondo gli esponenti di Vda Aperta «non si può e non si deve tornare a votare con la preferenza unica. Le 3 preferenze, così come è stata modificata la legge, non sono il massimo, non ci soddisfano, ma siamo assolutamente contrari a quella unica. Per cui, se si terrà il referendum, noi voteremo in maniera contraria. E sicuramente continueremo a combattere per avere la doppia preferenza di genere».
Per la consigliera regionale Erika Guichardaz (Pcp) « anche l’incertezza sui tempi di un eventuale referendum contribuisce a creare ancora più confusione di quella che c’è già. E una cosa va assolutamente chiarita: questa raccolta firme e il referendum sono per tornare alla preferenza unica, a cui ribadiamo il nostro dissenso».
Raccoglie firme Fratelli d’Italia
Nei giorni scorsi Walter Musso, Gabriella Poliani e Flavia Giulia Varetti, in qualità di promotori dell’iniziativa referendaria, hanno espletato le procedure per la raccolta delle firme degli elettori necessarie per attivare la richiesta di referendum. Serviranno almeno 2.117 firme autenticate e certificate: una volta raccolte e consegnate il Presidente della Regione dovrà indire il referendum. «Sarà una consultazione popolare per cui non c’è un quorum di partecipazione, e l’esito sarà comunque valido qualunque sia l’affluenza ai seggi, chi va a votare decide» si legge in una nota dei promotori. «Sarà la prima volta che in Valle d’Aosta si svolgerà un referendum confermativo, una importante occasione di partecipazione democratica».
Parallelamente, Fratelli d’Italia oltre alla raccolta firme ai banchetti, proporrà di sottoscrivere una petizione popolare. Il testo proposto prevede l’approvazione di una legge elettorale che contempli l’elezione diretta del Presidente della Regione, 5 preferenze e una norma «antiribaltone».
