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KATA TÜTTO PRESIDENTE DEL COMITATO EUROPEO DELLE REGIONI, NEI GIORNI SCORSI IN VISITA IN VALLE D’AOSTA

Renzo Testolin: «Anche l’Europa deve investire nel raddoppio del Tunnel». Luciano Caveri: «Preoccupazione per la gestione dei fondi di coesione»

Ingrandisci la foto: Kata Tütto presidente del Comitato europeo delle Regioni martedì scorso a Courmayeur con - da sinistra - il sindaco Roberto Rota, il presidente delle guide alpine valdostane Ezio Marlier e l’assessore Luciano Caveri
Kata Tütto presidente del Comitato europeo delle Regioni martedì scorso a Courmayeur con - da sinistra - il sindaco Roberto Rota, il presidente delle guide alpine valdostane Ezio Marlier e l’assessore Luciano Caveri
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AOSTA (fci) “Tra le sfide di questi anni vi è quella di poter mantenere vivi i rapporti tra le comunità che abitano al di qua e al di là delle Alpi anche garantendo, attraverso adeguati investimenti, collegamenti internazionali sicuri e stabili, che spesso non sono garantiti perché le infrastrutture viarie costituite dai due tunnel esigono importanti interventi e andrebbero adeguati dal punto di vista strutturale, prevedendo, nel caso del tunnel del Monte Bianco, un raddoppio funzionale ad aumentare la sicurezza e a migliorare l’impatto ambientale, un’opera nella quale anche l’Europa deve investire”.

Lo ha detto il presidente della Regione Valle d’Aosta, Renzo Testolin, intervenendo in aula – nella mattinata di mercoledì scorso, 7 maggio – alla sessione europea alla quale ha partecipato anche la presidente del Comitato europeo delle Regioni-Cdr, Kata Tütto, nei giorni scorsi in visita in Valle d’Aosta.

Ungherese, Kata Tütto prima di diventare presidente del CdR, dal 2019 al 2024 è stata vice sindaca di Budapest, quindi consigliera comunale, e in precedenza membro dell’Assemblea nazionale ungherese.

“C’è un paradosso di potere all’interno del comitato delle Regioni, perchè oggi l’influenza dei membri è molto più ampia dell’influenza delle istituzioni. Nel Comitato delle Regioni siedono i Presidenti delle Regioni, i Sindaci delle città più importanti, leader locali che poi tornano a casa prendono delle decisioni e queste incidono su milioni di cittadini. Questo è un enorme potenziale inascoltato” ha detto Kata Tütto, parlando ai giornalisti a margine della sua visita in Valle d’Aosta.

“Il mio mandato – ha aggiunto – vuole proprio sfruttare questo potenziale inascoltato e portare il Comitato delle Regioni ad un nuovo livello nel processo decisionale europeo. E’ un processo a due vie quello con le istituzioni europee: da un lato il nostro compito è quello di digerire la legislazione europea perchè sono leggi molto complesse e poi rinviamo alle istituzioni i nostri commenti su ciò che non è digeribile, ciò che non può essere trasposto, e questa è una via. L’altra direzione è quella in cui noi portiamo le esperienze del livello locale nel processo decisionale”.

“La coesione territoriale non si è mai compiuta e la prossima settimana sarà creato un intergruppo per capire come mettere a terra una politica europea della montagna più concreta che tenga conto non solo dell’agricoltura ma di tutta una serie di aspetti che caratterizzano i territori delle terre alte, come ad esempio quello dei sovraccosti in montagna.

Esiste una seria preoccupazione per la gestione dei fondi di coesione che concretizzano la politica regionale che, se fossero gestiti in una logica macroregionale, creerebbero una sorta di triangolazione con Roma mentre noi, da tempo, abbiamo instaurato dei rapporti diretti con Bruxelles”.

Lo ha detto l’assessore regionale agli Affari europei, Luciano Caveri (che è membro effettivo della delegazione italiana del Comitato europeo delle Regioni e che ha accompagnato la presidente Kata Tütto, durante la visita in Valle d’Aosta) riferendo in aula sulle attività svolte dalla Regione nel 2024 per l’attuazione delle politiche promosse dall’Unione europea e in materia di rapporti internazionali.

Per Luciano Caveri, “sono tante le sfide future che ci aspettano e che avranno ricadute dirette sulla nostra regione come la questione della cancellazione a partire dal 2026 dei dazi sulle importazioni di acciaio da Paesi terzi; la gestione dell’idroelettrico che nella maggior parte dei Paesi europei è assegnato senza gara; la questione del traforo del Gran San Bernardo per il prolungamento della concessione e il raddoppio di quello del Monte Bianco; la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale che sono situati nell’ambito di schemi giuridici sovranazionali”.

Nella prima giornata di visita – martedì 6 – Kata Tütto aveva visitato il Museo delle Guide di Courmayeur accolta dal sindaco Roberto Rota e dal presidente delle guide alpine Ezio Marlier.

“Per accrescere il ruolo delle Regioni nell’ambito della complessiva governance dell’Unione europea vanno valorizzati tutti gli spazi di partecipazione. In questo senso, il Comitato delle Regioni è una delle sedi più preziose. Una prospettiva che sarebbe ulteriormente valorizzata qualora il Comitato delle Regioni venisse in futuro riformato, per renderlo non più un organo esclusivamente consultivo, ma un’autentica Camera di rappresentanza delle autonomie locali e regionali” ha detto il presidente del Consiglio Valle, Alberto Bertin.