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VIA LIBERA AL PROVVEDIMENTO, NOVITÀ SU PENSIONI E TRASFERIMENTI

Riforma del comparto unico, la Cgil: «Velleitario credere che si possa fare la lotta qui in Regione»

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AOSTA (fci) Il rafforzamento del ruolo del segretario generale, l’ampliamento delle aree funzionali dei dirigenti di primo livello per favorire una maggiore integrazione tra i settori dell’Amministrazione e lo sviluppo del ruolo manageriale, la riduzione del numero delle posizioni dirigenziali e l’introduzione nelle procedure di reclutamento dei dirigenti anche mediante la valutazione di competenze trasversali. Inoltre, riguardo al reclutamento del personale, nell’ottica di velocizzare le procedure, sono previste autonome sessioni d’esame, programmate ogni 3 mesi per tutti i livelli, separate dalle prove d’esame di concorso, al quale si accede con il possesso dell’attestazione della conoscenza della lingua francese e/o italiana, che diventa requisito, per la partecipazione alle procedure selettive, nonché per l’adesione alle chiamate pubbliche presso i centri per l’impiego, con conseguente eliminazione dell’accertamento linguistico preliminare alle prove di concorso. E’ quanto prevede il disegno di legge «Disposizioni urgenti per lo sviluppo organizzativo degli enti del comparto unico della Valle d’Aosta», che è stato approvato – mercoledì scorso, 26 marzo – dal Consiglio Valle con i 19 voti della maggioranza a favore, 5 astensioni e 11 voti contrari.

Per Erika Guichardaz (Pcp) «Questa legge prevede, tra le tante aberrazioni, la possibilità di comandare d’ufficio i dipendenti in un altro ente, fino a 50 km. Sulla mobilità non ci sono procedure trasparenti e pubbliche, ma si confermano sistemi discriminatori che limitano la possibilità di richiesta ai soli dipendenti in servizio in enti con più di 100 dipendenti. Infine, il Governo introduce emendamenti di peso sulle pensioni: dipendenti con 42 anni di servizio, non potranno andare in pensione, se non con penalizzazioni, in linea con il Governo Meloni».

Come cambiano le pensioni
Modificando l’articolo 64 della legge regionale 22/2010, l’emendamento – la Valle d’Aosta è l’unica regione finora a Statuto speciale ad avere una disciplina autonoma in materia – elimina l’obbligo di collocamento a riposo d’ufficio per i dipendenti pubblici al raggiungimento dell’anzianità contributiva (almeno 40 anni). Dal 1° gennaio 2025, il pensionamento potrà avvenire esclusivamente al compimento dei 67 anni, salvo dimissioni volontarie del lavoratore. Una scelta, quest’ultima, che comporta penalizzazioni sul trattamento pensionistico. Il trattenimento in servizio fino ai 70 anni sarà possibile solo con il consenso del lavoratore e per motivate esigenze organizzative, come previsto dalla nuova legge statale.

La decorrenza delle modifiche introdotte è fissata al 1° gennaio 2025. Vengono, quindi, annullati i pensionamenti disposti dopo tale data per sola anzianità contributiva, mentre restano validi quelli già disposti entro il 31 dicembre 2024.

L’emendamento presentato dalla Giunta ha suscitato critiche in particolare da parte di alcune sigle sindacali. Uil Fpl, Conapo e Savt Fp denunciano le ricadute economiche per i lavoratori che decideranno di andare in pensione anticipatamente, con un assegno ridotto soprattutto nella quota calcolata secondo il sistema retributivo. I sindacati chiedono di mantenere entrambe le possibilità di uscita – per limiti di servizio o di età – almeno fino a un pronunciamento formale delle sedi competenti.

A loro avviso, la Regione potrebbe esercitare appieno le proprie competenze, proteggendo i lavoratori da un calcolo pensionistico svantaggioso, senza contraddire il quadro normativo nazionale.

“Sulla pelle delle persone”
Andrea Manfrin (Lega Vda) ha contestato le modalità con cui sono arrivati gli emendamenti del Presidente della Regione: «Dall’inizio della Legislatura sollevo il problema: sui propri disegni di legge, il Governo presenta costantemente emendamenti calati dall’alto. Qui, siamo oltre: alle 15.38 di ieri è arrivato un maxi-emendamento riguardante il collocamento a riposo d’ufficio sulla pelle di decine di dipendenti, che non è stato oggetto di confronto né con i diretti interessati né con la Commissione ».

«La discussione non ha considerato adeguatamente alcuni aspetti fondamentali per gli enti pubblici – ha replicato il presidente della Regione, Renzo Testolin – in particolare le esigenze degli enti locali e delle realtà più piccole, che devono poter contare sulle maestranze necessarie a garantire i servizi alla popolazione. Il provvedimento mira a garantire un miglior coordinamento amministrativo attraverso la messa in rete del Segretariato generale, che dovrà fungere da ‘pivot’ dei dirigenti, in un contesto articolato che si sviluppa come un’opportunità di attivazione di uno ‘spoil system’, inteso come presa in carico dei problemi e assunzione di responsabilità da parte di chi sarà scelto».

Assemblea della Cgil
«Stigmatizziamo chi in queste ore sta generando confusione tra i dipendenti del Comparto Unico con evidenti mire propagandistiche riguardo agli emendamenti presentati dal Governo regionale sul tema pensionistico. Lo Stato ha potestà legislativa esclusiva sulla previdenza sociale e con la legge di bilancio ha ripristinato i requisiti della legge Fornero per tutti. Far credere che si possa fare la lotta qui in Regione è velleitario o pretestuoso in quanto la competenza in materia pensionistica è esclusivamente statale». Lo dichiara in una nota Igor De Belli, segretario della Chil Funzione Pubblica della Valle d’Aosta, che aggiunge: «La Cgil a Roma ha condannato e fatto uno sciopero generale a novembre con la Uil contro la legge di bilancio ed il governo, abbiamo aderito anche noi qui in Valle d’Aosta. La domanda sorge spontanea: dove erano a novembre coloro che oggi si avvedono del problema?». Il sindacato ha anche annunciato un’assemblea pubblica « per dipanare ogni dubbio» i martedì 1° aprile alle 17 nel salone Cgil in via Binel ad Aosta.