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Nel mese di marzo risultano dimezzate le liste di galleggiamento

L’Usl VdA: “Sono in miglioramento i tempi di attesa per esami e visite”

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AOSTA (qdn) «I tempi di attesa per visite ed esami a febbraio e marzo sono in netto miglioramento. A marzo le liste di galleggiamento si sono ridotte da 15 a 8 e i pazienti in attesa di una prenotazione sono scesi da 2.000 a 200». Lo sottolinea in una nota l’Usl, rivendicando i positivi risultati raggiunti. «L’anno scorso, pur con le note criticità, il 70 per cento delle prestazioni ambulatoriali relative ai Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) è stata erogata nei tempi corretti. – prosegue l’Usl – Dopo significativi miglioramenti sul Pronto soccorso e il riassorbimento delle liste chirurgiche che, pur non ancora ottimali, si stanno progressivamente riducendo, a partire dal mese di febbraio di quest’anno i tempi di attesa per le visite ambulatoriali sono in miglioramento ». Dall’estrazione dati di marzo sono diminuiti i tempi di attesa per numerose prestazioni: 11 giorni per la visita dermatologica, 12 per quella cardiologica, 18 giorni per una Tac, 7 per una radiografia, 14 per la visita andrologica, 6 per una di chirurgia vascolare, 14 giorni per la visita ortopedica. Rimangono ancora attive liste di galleggiamento in alcune specialità, tra cui la visita neurologica, la colonscopia totale e l’esofagogastro-duodenoscopia, alcuni tipi di esami da risonanza magnetica, nonché prestazioni fuori standard. «Il nostro obiettivo primario per il 2025 – sottolinea il direttore generale dell’Usl Massimo Uberti – è arrivare alla seconda metà dell’anno con tempi d’attesa più contenuti e un maggior numero di prestazioni ambulatoriali rientranti stabilmente negli standard». «E’ necessario confermare la collaborazione con i privati convenzionati, che riteniamo di fondamentale importanza per integrare e completare l’offerta dei servizi. – dichiara l’assessore regionale alla Sanità Carlo Marzi – In questa logica, il 23 dicembre scorso abbiamo adeguato il tariffario regionale delle visite mediche che il settore privato pone a disposizione dei cittadini per offrire maggiori possibilità di visite e concorrere a ridurre le liste di attesa».

Visite intramoenia: cresce la spesa dei pazienti
Cresce la spesa dei pazienti in Valle d’Aosta per le prestazioni sanitarie erogate in regime intramoenia. «Nel 2023, il valore dei proventi introitati dall’Usl è stato pari a 4 milioni 173.066 euro, mentre per il 2024 il valore stimato è di circa 4 milioni 480.000 euro, in attesa di un dato definitivo a chiusura contabile dell’esercizio 2024, che verrà deliberato entro il 30 aprile 2025». Lo ha detto l’assessore alla Sanità Carlo Marzi rispondendo a un’interrogazione del gruppo Pcp. «L’estrazione aziendale – ha detto Carlo Marzi – permette di conteggiare il numero di prestazioni erogate e non il numero di pazienti. Per il 2023, risultano 14.090 visite di specialistica ambulatoriale, di cui 12.788 primi accessi, e 3.616 esami di diagnostica, mentre per il 2024 (i dati sono disponibili fino a settembre) 10.726 visite di specialistica ambulatoriale, di cui 9.744 primi accessi, e 3.056 esami di diagnostica».

La consigliera Chiara Minelli ha parlato di situazione problematica: «Mi stupiscono questi dati, perché spendiamo molti soldi per mandare i pazienti in strutture accreditate, poi incameriamo queste cifre: ci si potrebbe organizzare temporaneamente, chiedendo per esempio ai medici (tra i meno pagati d’Europa) delle prestazioni in plus orario, pagate con tariffe non inferiori a quelle della libera professione, senza far ricadere i costi sull’utenza». La consigliera ha lamentato anche tariffe più alte che altrove. L’assessore Carlo Marzi ha riferito che «il calcolo relativo ai costi dell’attività intramoenia è fatto sulla base della cosiddetta contabilità separata della Lpi», quindi «a livello di bilancio di esercizio dell’azienda sanitaria. La tariffa al paziente, così come previsto dal regolamento sulla Libera professione intramoenia, viene determinata dal professionista in misura ritenuta sufficientemente congrua».