AOSTA (mye) “Oltre la Porta Santa: un presepe di speranza e di pace” è il titolo della mostra dei presepi ospitata dal Seminario maggiore di Aosta.
La mostra, aperta giovedì 11 dicembre scorso, ha visto la partecipazione di una ventina di scuole valdostane di ogni ordine e grado, su iniziativa degli insegnanti di religione cattolica. Il tema di quest’anno, “Oltre la Porta Santa: un presepe di speranza e di pace”, si inserisce nel contesto del Giubileo 2025 e invita a riflettere sul significato di passaggio, riconciliazione e nuovo inizio che l’attraversamento della Porta Santa rappresenta. La decima edizione si è conclusa mercoledì scorso, 17 dicembre, con la premiazione delle classi in Seminario alla presenza del vescovo Franco Lovignana, in un momento di festa e condivisione che ha coinvolto studenti, insegnanti e famiglie.
Una commissione di esperti ha scelto un presepe per ogni ordine di scuola, apprezzandone anche altri per il modo in cui è stato interpretato il tema della mostra.
Per la scuola secondaria è stato premiato il presepe numero 11, realizzato dagli alunni dell’Institut Agricole Régional guidati dalla professoressa Alessia Vancheri, insegnante di religione. “Sono piaciuti la semplicità degli elementi – recita la motivazione – il forte legame con la tradizione (anche locale), il fine lavoro di intaglio, ancora più dettagliato sulla Sacra Famiglia, la cesta di vimini (che richiama l’umile lavoro contadino) ribaltata e diventata capanna, il forte richiamo della stella cometa e soprattutto l’atteggiamento di Giuseppe e Maria che, in silenzio e contemplazione, posano gli occhi sul loro Bambino”.
Degno di menzione, è stato apprezzato anche il presepe numero 8, realizzato dai ragazzi dell’ITPR Corrado Gex, “per il lavoro di ricerca e approfondimento che, celato dietro ai QRcode, rivela una conoscenza dei “pastori di oggi e di ieri”, dei santi che decidono di muovere i loro passi verso Gesù e tracciano la strada anche per noi”.
Il preferito tra quelli presentati da classi della scuola primaria è stato il presepe numero 9, realizzato dagli alunni della scuola elementare Davide Mirco Viérin di Charvensod, “per la coerenza della rappresentazione, l’esuberanza gioiosa dei colori, la creatività nel riciclo dei materiali. Un presepe all’ombra di una montagna che forse richiama la nostra valle”. Tra i lavori realizzati dai più piccoli, della scuola dell’infanzia, è stato premiato il presepe numero 5, realizzato dagli alunni della scuola Monsignor Jourdain. “È entusiasmante la novità di un percorso – recita la motivazione – che, per arrivare alla meta, chiede il gesto diretto dell’osservatore, sollecitando la volontà di andare a cercare Gesù Bambino aprendo prima la porta degli angeli, poi quella dei pastori, poi quella dei Re Magi, poi quella di Giuseppe e Maria. Si arriva così a scoprire il punto più sorprendente e luminoso, costituito dalla luce del Bambino”.
Una menzione è stata riservata al presepe 18 della scuola dell’infanzia Gianni Rodari che “Nella sua semplicità richiama le sacre Pale d’altare medievali, coniugando la narrazione sul lato esterno delle porte alla contemplazione di una Sacra Famiglia la cui capanna sembra sorgere spontaneamente dalla natura, poiché “fiorito” attraverso un coloratissimo arcobaleno”. È stato molto apprezzato anche il presepe numero 6, realizzato da un vasto comprensorio di scuole dell’infanzia, “che è riuscito a radunare – col disegno di una rappresentazione di sé – forse tutti i bambini coinvolti nell’iniziativa, i quali si tengono per mano e sono rivolti verso una grande Sacra Famiglia, sorgente della loro vicinanza e fratellanza. Nessun posto è stato lasciato libero”.
Elena Meynet
